domenica 31 maggio 2009

Ecologisti Democratici Emilia-Romagna


L’Europa è l’ambito principale in cui nei prossimi anni verranno affrontati problemi e verranno fatte scelte fondamentali per il futuro di tutti noi. Di particolare importanza sarà l’attività del Parlamento Europeo sulle tematiche ambientali, sia perché la scala di diverse questioni cruciali (dai cambiamenti climatici all’inquinamento a livello macroregionale, dall’innovazione tecnologica alle politiche agricole e del territorio) richiede evidentemente risposte e coordinamenti sovranazionali, sia perché la Comunità Europea può svolgere nell’ambito delle proprie competenze una funzione di tutela e garanzia per i cittadini italiani che purtroppo attualmente a livello internazionale sono rappresentati da un Governo notoriamente insensibile a queste problematiche. Basti ricordare l’opposizione esercitata dal Governo Berlusconi all’approvazione del “pacchetto clima-energia” dell’Unione Europea con gli obiettivi del “20, 20,20”. O la mozione approvata di recente dal centrodestra in Senato che nega l’esistenza dei cambiamenti climatici e la responsabilità delle attività antropiche, invitando il Governo a non prendere provvedimenti in difesa del clima che possano danneggiare l’economia.
Da non trascurare poi il ruolo chiave dell’Europa nella gestione di fonti di finanziamento risolutive per indirizzare e sostenere quelle politiche e quegli interventi di sviluppo economico che tanta ricaduta hanno sulla sua sostenibilità ambientale, sociale ed economica del nostro stile di vita. Ecco perché è importante votare per il Parlamento Europeo e votare per i candidati del PD che sostengono il new deal ecologico per battere la crisi economica, la crisi energetica e quella climatica.
. Economia ed attività produttive
La crisi economica mondiale deve essere per l’Europa l’incentivo per un gigantesco sforzo di trasformazione dei sistemi industriali e delle infrastrutture, orientando – in modo analogo a quanto fatto dalla nuova amministrazione statunitense - le iniziative di stimolo economico intraprese dai paesi membri verso progetti che riducano l’impatto ambientale delle attività produttive e contribuiscano alla lotta ai cambiamenti climatici, o saranno i cambiamenti climatici a produrre danni irreversibili non solo al pianeta, ma anche ai sistemi economici, come insegna il Rapporto Stern.
Energia, clima, ambiente ed ecologia
I paesi europei hanno storicamente tutelato efficacemente il proprio patrimonio ambientale mediante l’introduzione di normative all’avanguardia in campi critici quali la disciplina delle emissioni inquinanti, la gestione dei rifiuti, le politiche venatorie e di conservazione. In un contesto generalmente molto antropizzato, si sono anche preservate rilevanti porzioni del territorio mediante l’istituzione e la difesa di ampie zone protette.
Nell’attuale situazione di crisi economica, riaffiora in diversi paesi - tra i quali purtroppo l’Italia - la tendenza ad indebolire questo sistema di tutele cavalcando l’equazione semplicistica “difesa dell’ambiente = costo, fardello, onere”. Al contrario, è importante impegnarsi a confermare e rafforzare le politiche di difesa dell’ambiente.
Diritti, cultura, società
L’impegno per politiche ambientali e sostenibili, anche a livello globale, passa per l’affermazione a livello comunitario di principi generali ed etici che devono prevalere su considerazioni puramente economiche e commerciali.
Informazione e partecipazione
È necessario favorire la partecipazione dei cittadini alle decisioni che impattano su salute e ambiente, incentivando e sostenendo i processi partecipativi e di informazione.
Per tutti questi motivi gli Ecologisti Democratici dell’Emilia-Romagna propongono ai candidati PD alle elezioni per il Parlamento Europeo di prendere significativi impegni sui seguenti temi.
Politiche energetiche
• lotta ai cambiamenti climatici legati al consumo di combustibili fossili e perseguimento dei cosiddetti obiettivi 20-20-20, con l’impegno ad incrementare eventualmente dette percentuali in accordo con gli sviluppi delle ricerche in corso da parte degli scienziati dell’IPCC
• sviluppo delle politiche a sostegno di efficienza energetica e delle energie alternative, anche mediante normative che favoriscano la riconfigurazione delle reti di distribuzione per agevolare la decentralizzazione della produzione.
Mobilità
• esercitare pressioni sulla Commissione affinché presenti l’Action Plan per la mobilità urbana collegato al Libro Verde
• rafforzare i programmi comunitari come CIVITAS
• introdurre normative che abbassino i livelli di emissione di CO2 delle auto e che incentivino lo spostamento del trasporto merci dalla gomma al ferro
• favorire la ciclabilità urbana e la creazione di percorsi/piste internazionali; sostenere la diffusione/imposizione di politiche di traffic calming; recepire le richieste avanzate da FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta
• introdurre normative a favore di trasporto su ferro e vie d’acqua rispetto a quello su gomma ed aereo.
Tutela delle tipicità e difesa dell’agricoltura
• difesa delle tipicità agroalimentari italiane contro le contraffazioni/imitazioni
• contrasto all’introduzione sui mercato dell’UE di prodotti OGM.
Gestione dei rifiuti
• rafforzamento degli obiettivi della direttiva quadro europea per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti dando priorità alla riduzione, al riuso e al recupero
• lotta al traffico illegale dei rifiuti e alle ecomafie in genere, sia all’interno che all’esterno dei confini comunitari, tramite specifica normativa.
Tutela della biodiversità, politiche di conservazione del territorio e del paesaggio
• difesa delle normative comunitarie sulla caccia, incoraggiamento all’istituzione di parchi sovranazionali che raggruppino e colleghino quelli esistenti
• introduzione a livello comunitario di una normativa, ispirata a quelle dei paesi più avanzati, che riduca il consumo del territorio limitando l’utilizzo di “green land” e incentivando la conversione ed il riutilizzo di “brown land”

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5 GIUGNO GIORNATA MODIALE PER IL CLIMA


Conto alla rovescia per la fatidica data del 5 giugno, giorno in cui, come ogni anno, dal 1972, ricorre la Giornata Mondiale dell'Ambiente promossa e voluta dalle Nazioni Unite per sensibilizzare cittadini e Governi sulle tematiche della salvaguardia della Terra. Quest'anno è il clima a tenere banco e in particolare la necessità di una migliore gestione delle foreste come controparte per prevenire e limitare i rischi legati ai cambiamenti cliamatici.
E' con questo scopo che l'UNEP, il programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite, ha lanciato, in vista del fatidico appuntamento, un ulteriore richiamo a supporto della Billion Tree Campaign, l'iniziativa con la quale sono già stati piantati 3,1 miliardi di alberi in 166 paesi e che si prefissa di arrivare a piantarne sette miliardi entro la fine del 2009. E lo fa aiutandosi con i social network per coinvolgere e sensibilizzare sempre più persone nel progetto.
Per dare il proprio contributo al raggiungimento del fatidico traguardo, basterà piantare un albero oppure iscriversi a www.twitter.com/UNEPandYou: da oggi fino al 5 giugno, UNEP lo farà per noi, impegnandosi a piantare un albero per ogni nuovo iscritto alla pagina, con l'obiettivo di arrivare a coinvolgere 100.000 seguaci sul noto sito di microblogging e, di conseguenza, piantare 100.000 alberi per la Billion Tree Campaign.

. E qui la fine del post.

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lunedì 25 maggio 2009

Contributo di Roberto Balzani all'incontro con Ermete Realacci

E qui la fine del post.

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martedì 19 maggio 2009

INCONTRO CON EREMETE REALACCI


Qui l'inizio o sommario. E qui la fine del post.

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CARBON NEUTRALITY


Buongiorno,
vorrei segnalare il convegno Il percorso verso la carbon neutrality.
Strumenti per il funzionamento del new deal verde”, che stiamo
organizzando in collaborazione con Impronta Etica e la Fondazione per
lo Sviluppo Sostenibile il 25 maggio nella sede di UNIPOL a Bologna.

La conferenza avrà il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e si
pone l’obiettivo di trattare i temi della ristrutturazione dei
processi aziendali in una low carbon economy, del ruolo dei soggetti
privati e pubblici in questa preziosa quanto complessa evoluzione. La
giornata sarà anche un’opportunità di networking con altre imprese e
soggetti pubblici impegnati nella comune sfida verso una low carbon
economy.

Tra gli illustri ospiti, Indica ha avuto conferma della presenza del
Presidente Ronchi, del Prof. Fauri e di First Climate che è una
società multinazionale la cui sede si trova a Francoforte e offre alle
imprese e al settore pubblico servizi di gestione strategica e
finanziaria dei crediti di CO2 derivanti dal mercato volontario delle
emissioni e dal mercato di Kyoto. Trattandosi di una azienda che
copre quindi tutti i servizi e tutta la catena del valore della CO2, è
tra le società leader in un mercato internazionale in dinamico
sviluppo. Ha tra i suoi clienti grandi aziende multinazionali ed è
quindi in grado di inquadrarci le potenzialità del mercato della CO2
in modo esaustivo.
First Climate si avvale della competenza di 104 esperti ed è presente
in tutti i più importanti mercati della CO2. Ha uffici a Berlino,
Parigi, Zurigo, Londra, Kolkata, San Francisco, Washington D.C.,
Singapore Pechino e
Santiago del Cile.
Per dettagli ulteriori www.indicanet.it/neutral

. E qui la fine del post.

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venerdì 8 maggio 2009

Ultimo atto sulla legge 157


Posto di seguito l'articolo dell'On. Susanna Cenni dal suo Blog
Tra i piccoli “orsetti”e il neo ambientalismo di centrodestra, fa ancora notizia la serietà in politica?
In questi ultimi giorni su importanti quotidiani nazionali molto si è scritto a proposito di caccia e dei vari tentativi di iperliberalizzala, o meglio di minare la legge 157/92, attraverso la Pdl del Sen Orsi. Qualche settimana fa due aspiranti “Orsi”, i senatori del Pdl (Vetrella e Carrara), attraverso un loro emendamento approvato al Senato sulla Legge Comunitaria, ne modificano il testo , eliminando ogni limite temporale al calendario venatorio. Ieri (22 aprile) tale colpo di mano è stato cancellato, grazie all’approvazione di un emendamento soppressivo. Ottima cosa. Per la legge Comunitaria che, lo ricordo, doveva intervenire in merito ad aperte violazioni del nostro Paese sulla materia; per l’esercizio venatorio responsabile; per le Regioni che avrebbero di fatto visto accrescere non tanto la loro autodeterminazione, ma piuttosto il ruolo dei Tar con le loro sentenze.

Come si è giunti a questo risultato?

Beh a leggere alcuni commenti la storia sembra questa: il Popolo delle Libertà (Orsi) firma una pdl pesante che stravolge la legge quadro sulla caccia, il Pdl (Vetrella e Carrara) tenta la strada dell’inserimento di un “assaggio” della proposta Orsi con il bliz sulla comunitaria, ancora il Pdl (Catanoso) presenta emendamenti per sopprimere il bliz, il Pdl (Gottardo, relatore in commissione) esprime parere positivo all’emendamento soppressivo, il Pdl (sottosegretario Buonfiglio) prima difende il misfatto, poi l’emendamento soppressivo..in sintesi,il buon risultato è merito del ravvedimento del Pdl.

La realtà è un po’ diversa, mi permetto di raccontarla così: il voto dei cacciatori è un voto che fa gola, e ad ogni appuntamento con le urne qualcuno parte in fuga per dimostrare di essere più vicino ai cacciatori dei cacciatori stessi, ..e a giugno come noto si vota. Si vota per le Europee, si vota in molte Province.
Si produce una legge specchietto per le allodole (o meglio per coloro che vorrebbero sparare loro), che smonta tutti i vincoli della 157/92, e intanto la si usa per la campagna elettorale. Si è consapevoli che nel Paese l’opinione pubblica non è più disponibile ad accettare gli eccessi, così come si è consapevoli che anche nel centrodestra c’è qualche rappresentante delle sensibilità animaliste. Si leggono i sondaggi, si comprende che i media, i più importanti si scaglierebbero contro..e si frena un po’…fino a capire che piuttosto che rischiare la sconfitta conviene innestare la retromarcia…il punto, come il Presidente del Consiglio insegna, è essere comunque protagonisti.

Il Pd ha fatto una scelta un po’ diversa, abbiamo scelto di difendere gli assi portanti della legge 157/92, abbiamo chiesto al Governo la relazione sullo stato di attuazione della legge come previsto dall’art.35; abbiamo elaborato e depositato una proposta di legge sul vero problema emergenziale, la crescita esponenziale degli ungulati e i danni procurati ad agricoltura e biodiversità, guardiamo con attenzione ai tavoli tra mondo venatorio, agricolo ed ambientalista per l’esame degli eventuali aggiornamenti della legge (tavolo già nato e che ha già detto no all’ipotesi Orsi e che ha invece elaborato proposte serie di aggiornamento), riteniamo fondamentale un aggiornamento della relazione tra Stato e Regioni, tra programmazione, decisioni politiche e competenze scientifiche.

In virtù di tutto questo da settimane abbiamo avviato un lavoro di attento esame alla comunitaria e presentato l’emendamento soppressivo al pasticcio Vetrella Carrara, del Pd, non di alcuni, ma di tutto il Pd. E’ questa la differenza, e pur apprezzando la serietà del relatore e il ravvedimento della maggioranza, ci permettiamo di considerare la soppressione del “pasticcio” una nostra importante vittoria frutto non tanto della percezione del cambio del vento, ma di una strategia e di idee tutt’altro che improvvisate, ma mi rendo conto che fare sul serio non fa più molto notizia.

Io vengo da una Regione in cui la caccia è tradizione, legame con la ruralità, convivialità, e comprendo bene che a prima vista alcuni dei contenuti della controriforma sulla caccia potrebbero apparire liberatori, ma non è affatto così. Essa rappresenta un risultato importante, frutto di culture diverse che si sono confrontate con coraggio abbandonando rigidità e provando ad ascoltarsi reciprocamente. Con la 157 il nostro Paese ha fatto un scelta che è l’unica scelta praticabile guardando al futuro: la pratica venatoria responsabile, la programmazione venatoria, quella che tiene assieme la garanzia circa la riproduzione corretta della fauna ed il prelievo venatorio. Quel dialogo ha isolato le posizioni e gli eccessi delle frange esasperate del mondo venatorio e quelle fondamentaliste del mondo animalista: questo è stato il più grande risultato di quella fase politica e culturale!!

Tutti i voti sono importanti, e lo sono anche i voti dei cacciatori.

Lo sappiamo bene anche noi, Quello che forse si dimentica è che una forza politica seria, ha il compito di parlare ad un Paese e ai suoi cittadini, tutti. In questo nostro Paese la maggioranza dei cacciatori va a caccia con responsabilità e con rispetto del territorio, e quella maggioranza è garantita dalla legge 157. Rimettere in discussione quel buon compromesso significa schierarsi contro la caccia responsabile, forse per amore di qualche frangia e qualche migliaio di voti di fronte alle Europee, forse guadagnando qualche foto e qualche secondo di popolarità su vari blog di settore, ma indubbiamente contro il sentire assolutamente maggioritario del Paese che rischia di maturare una vera e propria intolleranza nei confronti degli eccessi, e di non distinguere più tra caccia responsabile ed esasperazione venatoria.

Per queste ragioni ci siamo battuti anche sulla Comunitaria ed abbiamo vinto, ma non sarà finita qui e ci batteremo ancora contro le furbizie di altri possibili “piccoli orsetti”. Del resto, anche se non fa notizia, a noi piace fare politica con serietà.

. E qui la fine del post.

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