lunedì 29 giugno 2009

"Tre questioni decisive: precariato, laicità, bipolarismo"


Riporto di seguito l'intervista fatta da Repubblica al sindaco di Torino da MARCO TRABUCCO. Condivido tutto ciò che afferma quello che considero il miglior Sindaco d'Italia. Gia

ROMA - "Lo decido entro la fine della settimana". Sergio Chiamparino fissa a se stesso il termine entro cui si saprà se a correre per guidare il Pd ci sarà anche lui oppure no.
La domanda che tutti si fanno è: cosa aspetta per decidere?
"Prima voglio capire quali sono le proposte politiche con cui si presentano Bersani e Franceschini".
Sabato al Lingotto lei ha detto che a frenarla rispetto alla candidatura è la volontà di rispettare fino in fondo il mandato di sindaco. Ha già cambiato idea?
"È un impegno che mi sono preso, ma che può essere rimesso in gioco se capissi che le due mozioni in campo non coprono che una parte degli stati d'animo della base del partito. Per altro non c'è incompatibilità formale tra i ruoli di sindaco e di segretario".
E poi, se si perde la battaglia a Roma, si può sempre tornare a Palazzo Civico a Torino. È così?
"Se deciderò per il sì, la mia non sarà una candidatura tattica. Non accetterò di essere usato come arma per schermaglie tra correnti, di fare il terzo o il quarto che poi tratta con i favoriti se nessuno raggiunge il cinquanta per cento".
Quindi gioca per vincere?
"Non voglio essere presuntuoso, ma ho ricevuto tali e tante pressioni che non può essere che così".
Con quali proposte Bersani e Franceschini possono convincerla a non scendere in campo?
"Le ho già riassunte nel mio intervento all'assemblea del Lingotto".
È il caso di ricordarle.
"Il primo punto è come si affronta la crisi della sinistra che riguarda tutta l'Europa. Con lo stato sociale messo in crisi dai deficit del bilancio statale l'unica strada per salvarlo è togliere qualcosa ai garantiti per dare a chi garanzie non ne ha. Brunetta in questo ci sta anticipando, sta facendo qualcosa di sinistra anche se spesso solo con annunci e spot".
E poi?
"C'è la questione laicità: per me sui grandi problemi etici alla fine deve decidere l'individuo. La religione accompagna i credenti, lo Stato deve accompagnare tutti, mettere a disposizione i servizi. Ma se bisogna staccare o no la spina lo decide l'individuo o chi gli sta vicino".
Questione alleanze: Pd più Udc, partito a vocazione maggioritaria, ritorno all'Unione. Cosa sceglie?
"È il terzo punto: io credo in un partito che mette insieme le diverse culture e poi si allea con altri in un sistema bipolare, alternativo alla destra. Se qualcuno preferisce un ritorno al vecchio centro-sinistra, quello con il trattino, e per questo auspica la rinascita di una grande forza di centro, lo dica con chiarezza".
Per diventare segretario bisogna avere con sé anche un bel pacchetto di tessere. Si sta attrezzando?
"È una questione che finora mi è stata del tutto estranea. Comunque mi sono informato: mi dicono che ad oggi i tesserati del Pd sfiorano il mezzo milione".
Qualcuno sostiene che la maggior parte sono nel Sud. Le risulta?
"Sì, mi hanno detto che in alcune regioni del Meridione c'è un numero di iscritti particolarmente alto, è un problema che va affrontato".
Lo dice come potenziale leader del Pd del Nord?
"È un altro punto su cui voglio capire bene cosa diranno Franceschini e Bersani: credo nella necessità di una effettiva autonomia statutaria, amministrativa e nella scelta delle candidature delle federazioni regionali. Quest'autonomia finora non c'è stata. Per me è un elemento decisivo".
L'altra sera lei ha incontrato Fassino, al quale è legato da una lunga amicizia non solo politica. Le ha dato il suo appoggio?
"Mi ha confermato che sosterrà Franceschini".
Non le fa paura il rischio di diventare solo il capocorrente di quei giovani del Pd che sabato le hanno più volte chiesto di candidarsi?
"Non farò mai il capocorrente. L'assemblea di sabato al Lingotto, poi, non mi è sembrata davvero l'atto fondativo di una corrente: ha espresso emozioni, stati d'animo, più che proposte. Se quegli stati d'animo non avranno risposta e si allargheranno ad altre parti del Pd, allora vedrò. Se invece le proposte dei due candidati che sono già in campo saranno tali da soddisfare queste esigenze, allora perché mai dovrei aggiungermi io?".
(29 giugno 2009)
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domenica 28 giugno 2009

LA RISCOSSA DE IMILLE


Ieri a Torino al Lingotto erano in tanti, la convention organizzata da Scalfarotto e i “piombini” è stata un successo di partecipazione, tant’è che si sono affrettati a partecipare anche il due candidati alla segreteria del PD che però nel giro di un paio di ore hanno lasciato il palazzo, non hanno ascoltato tutti, non è stato un buon segnale.
Tutti gli interventi hanno messo in evidenza come sia forte l’esigenza di riempire di contenuti il contenitore PD, di adottare uno stile univoco nella comunicazione con chi sta fuori dal Partito, di dire finalmente con chiarezza e nettezza quale sia sui singoli problemi la posizione del Partito Democratico . Evidente, almeno ai miei occhi, lo sforzo collettivo fatto da questa assemblea per individuare un leader che li rappresenti tutti, ma sembra proprio che stenti a venir fuori. Un po’ imbarazzante, ma assai significativo, il rumore dei fischi che hanno incorniciato l’intervento di Giovanna Melandri, molto spesso è più utile ascoltare.
Vedremo tra qualche giorno se tutto ciò che è stato al Lingotto avrà un seguito il mio augurio e che continuino a chiedere uniti e con forza che questo congresso non si trasformi in una guerra su chi guiderà il partito, ma sia un sano scontro tra tesi politiche che mettano al centro le persone e il Paese. Confortante l’unanime convinzione che questo partito dovrà avere una forte impronta ambientalista.

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mercoledì 24 giugno 2009


Il PD che vogliamo
L’Italia ha bisogno di una politica più degna e di un Partito Democratico più credibile. Ha bisogno di un grande partito progressista, casa comune delle culture riformiste ed ecologiste.

Ne ha bisogno subito, per fare fronte ai costi sociali della crisi economica mondiale e preparare la ripresa puntando sull'economia della conoscenza, dell'ambiente, del lavoro di qualità, delle eccellenze territoriali. Ne ha bisogno per il suo futuro, per liberare e valorizzare le sue grandi potenzialità e per superare le arretratezze, gli immobilismi, le ingiustizie, i privilegi che hanno minato in profondità la fiducia dei cittadini in un futuro di miglioramento personale e di progresso sociale: siamo una grande nazione, ma non ci sentiamo quasi più una comunità, mentre crescono individualismi, egoismi, localismi.

Promuovere quest’opera di profondo cambiamento politico dando nuova linfa e nuove gambe al riformismo italiano, è la ragione da cui è nato il Partito Democratico. Per nutrirla e affermarla, per costruire un'alternativa vincente alla destra più inquietante e anti-ambientale d'Europa, che continua a raccogliere così larghi consensi, serve un partito non di ex, ma di donne e uomini uniti da una stessa idea della politica e del futuro. Di donne e uomini che dalla politica pretendono risposte utili a migliorare la loro vita, e utili al tempo stesso a migliorare il mondo.

Vogliamo un partito che riprenda il cammino di rinnovamento inopinatamente interrotto, deciso a non rinchiudersi nel recinto angusto di anacronistiche contrapposizioni e consumati personalismi.

Vogliamo un partito di popolo, non di élite né di nomenclature, consapevole che la prima, la più importante delle nostre alleanze è quella con il numero maggiore possibile di italiane e di italiani.

Vogliamo un partito che riconosca la centralità dei circoli quali strumenti prioritari per il radicamento territoriale.

Vogliamo un partito che finalmente somigli, nei suoi gruppi dirigenti, nei suoi amministratori, nei suoi eletti, alle speranze e alle convinzioni degli oltre tre milioni di cittadini che meno di due anni fa votarono per la sua nascita. Un partito orgoglioso d’essere in Europa la prima grande forza progressista che ha scelto di fondere tra loro diverse anime del riformismo, e che apra la via per la costruzione di una nuova compagine riformista dove si ritrovino insieme socialisti, democratici, ecologisti.

Vogliamo un partito più coraggioso e più netto nei suoi sì e nei suoi no.

Sì alla green economy come risposta alla crisi economica e a quella climatica e come motore di sviluppo, occupazione, progresso tecnologico. No al nucleare del passato, pericoloso e costosissimo, e a chi ragionando con la mentalità di mezzo secolo fa continua a considerare l’ambiente un ostacolo per l'economia.
Sì a un welfare rinnovato che metta al centro la persona, la dignità e la sicurezza del lavoro, le pari opportunità per i giovani e per le donne, la lotta alle povertà. No ai monopoli e alle corporazioni che paralizzano la società e non valorizzano il merito.

Sì a una rivoluzione fiscale che alleggerisca il prelievo su lavoro e imprese , che scoraggi lo spreco di materie prime e le produzioni più inquinanti. No a chi vorrebbe rinunciare alla leva fiscale come fattore di redistribuzione della ricchezza e di promozione dei beni pubblici .

Sì a leggi e politiche che rafforzino la sicurezza dei cittadini contrastando la grande e la piccola criminalità. No ad ogni tentazione di rincorrere o anche soltanto di giustificare derive xenofobe e razziste .

Sì a più diritti civili, a diritti universali di cittadinanza, a una piena e forte affermazione dei valori di laicità dello Stato e delle leggi. No a tutte le pretese di Stato etico.

Sì a molte più risorse e più attenzioni per la scuola, la cultura, la ricerca . No ai regali di Stato a oligarchie politiche ed economiche sul “modello Alitalia”.
Sì all'edilizia di qualità , al risparmio energetico, alla mobilità sostenibile, alla sicurezza antisismica. No all'abusivismo edilizio e al consumo illimitato di territorio .

Vogliamo un partito che sappia pensare globalmente, per capire la realtà complessa del mondo attuale. Che sappia agire localmente, immergendosi fino in fondo nelle aspettative, negli interessi, nelle preoccupazioni delle comunità che ha l’ambizione di rappresentare.

Vogliamo un partito che si batta contro tutte le illegalità: dalla criminalità organizzata alle ecomafie, dalla criminalità quotidiana che semina insicurezza soprattutto tra i più deboli all’impunità per i potenti. Un partito che faccia sua la questione morale , quella stessa sollevata trent’anni fa da Enrico Berlinguer e tuttora attualissima, che si batta sempre e dovunque per una politica trasparente e responsabile. Un partito che chiuda le sue porte ai disonesti e agli affaristi, che predichi e razzoli bene, che non difenda come sui rifiuti in Campania amministratori indifendibili solo perché sono “suoi” .

Vogliamo un partito aperto e accogliente, un partito che ami di più gli italiani e che s’identifichi con le risorse migliori e le ricchezze più grandi dell’Italia: le mille economie territoriali che danno alimento al made in Italy e le piccole e medie imprese che ne sono il fulcro, le eccellenze nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, i tesori di natura e di cultura del Bel Paese, il volontariato al quale milioni di cittadini regalano ogni giorno un po’ del loro tempo.

Solo un Partito Democratico così potrà contribuire a ridare speranza, la speranza di un futuro migliore, all’Italia e agli italiani. Solo un partito così potrà riconquistarne la fiducia .

Per aderire al manifesto: ilpdchevogliamo@gmail.com
Le prime firme
Manifesto "Il PD che vogliamo".
su www.ilpdchevogliamo.ilcannocchiale.it Continua...

UN SOSPIRO DI SOLLIEVO...!


LA CASA POLITICA DEGLI AMBIENTALISTI è il PD.

Auguri a Roberto Balzani che è finalmente diventato Sindaco di Forlì.
Tutti più tranquilli, meno ansiosi e meno stanchi guardiamo al futuro del nostro territorio con grandi aspettative.

Ecco l’elenco degli Ecodem eletti il 6 e 7 giugno sul nostro territorio:

Massimo Montanari -consigliere Comune di Forlì
Collinelli Andrea - consigliere Comune di Forlimpopoli
Siboni Gianluca - Circoscrizione Forlì
Elisa Valbonesi - consigliere Comune di S. Sofia
Daniele Valbonesi - consigliere Comune S. Sofia
Minghini Luciano - consigliere Provincia FC

Direi decisamente un buon risultato che va certamente attribuito alla storia personale di ognuno di loro ma va sottolineato che gli Ecologisti Democratici hanno scelto l’unica possibile casa politica per gli ambientalisti: il Partito Democratico. Il mio auspicio personale è questa “casa politica “ diventi sempre più accogliente per coloro che si riconoscono nei principi dell’ambientalismo del fare.

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sabato 20 giugno 2009

Moltitudine Inarrestabile


Un libro da leggere quest'estate: Moltitudine Inarrestabile di Paul Hawken. Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto. Ogni giorno, in ogni paese, nascono organizzazioni impegnate nella difesa della giustizia sociale e nella promozione della sostenibilità ecologica. Queste associazioni non si riconoscono nelle ideologie tradizionali e non fanno riferimento a leader o a istituzioni centrali. Hanno obiettivi che dipendono dal contesto in cui operano e dalla sua storia. Si servono di tecnologie per comunicare e creare network sempre più estesi, e costituiscono il più importante movimento nella storia dell’umanità. "...noi sappiamo dove si trova la salvezza... lo sappiamo dall'ecologia. La salvezza si trova nella diversita'". Continua...

martedì 16 giugno 2009

DISIMBALLIAMOCI


Direi apprezzabile molto interessante e possibilmente emulabile dalle amministrazioni comunali del nostro territorio il percorso di Agenda 21 che è stato avviato dai Comuni di Barberino Val d'Elsa, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa, con la consulenza scientifica di Ambiente Italia, e' nel pieno della fase attuativa dei contenuti del Piano di Azione locale.

Il progetto "Disimballiamoci-Negozio sostenibile del Chianti fiorentino" costituisce una della azioni dimostrative previste.

L'obiettivo non e' annullare la produzione dei rifiuti sul territorio, ma far crescere la sensibilita' degli esercizi commerciali e dei cittadini verso la riduzione dell'utilizzo degli imballaggi, proponendo un modello di consumo piu' sostenibile sia sul fronte dell'offerta di prodotti e servizi che della domanda di acquisto.
In questa ormai conclusiva fase della campagna elettorale rivolgiamo lo sguardo oltre e pensiamo che tutto ciò che si è promesso in termini di sostenibilità ambientale andrà attuato; è quindi utile guardarsi intorno e fare tesoro di tutti quei progetti che hanno già “gambe per camminare” come questo.
Per informazioni http://www.a21chianti.it/disimballiamoci/materiali.html


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sabato 13 giugno 2009

Firmato accordo per la mobilità ciclabile


Regione, Wwf, Legambiente, Fiab e Uisp per lo sviluppo della mobilità ciclopedonale: risorse, interventi, rafforzamento di "buone pratiche" e intermodalità bici-treno

E´ stato firmato un accordo per sviluppare la mobilità ciclopedonale dall’assessore regionale a mobilità e trasporti, Alfredo Peri, da Luigi Rambelli per Legambiente, Angelo Michelucci per il Wwf, Vincenzo Manco per Uisp e Germano Boccaletti per Fiab.
In sintesi l´accordo prevede delle risorse per nuovi interventi, di rafforzare l´intermodalità bici-treno, incentivare "buone pratiche" negli spostamenti casa-scuola, realizzare itinerari ciclabili nei parchi e migliorare il servizio di noleggio delle biciclette.

. Il protocollo in sintesi
E’ prevista la realizzazione, in accordo con gli enti locali a cui sono stati assegnati i finanziamenti, di 20 interventi per la mobilità ciclopedonale definiti negli Accordi di programma per il triennio 2008-2010.
Costo complessivo 20 milioni di euro, di cui oltre 4,5 milioni rappresentano il contributo della Regione.
Il Protocollo ribadisce inoltre l’impegno per la Regione a destinare un finanziamento specifico complessivo di 500 mila euro.
Verranno attrezzare due carrozze di Fer (una per treni elettrici e una per treni diesel) per permettere di caricare le bici a bordo in occasione di eventi organizzati dalle associazioni di settore o da altri soggetti, pubblici o privati.
In un’ottica di promozione dell’intermodalità treno-bicicletta, l’impegno è di qualificare la segnaletica di orientamento all’interno delle stazioni ferroviarie per favorirne l’accesso e la movimentazione (finanziamento regionale di 45.000 euro), e migliorare la rete regionale del servizio di noleggio incrementando progressivamente le iniziative di “bike sharing” nel più ampio sistema regionale di tariffazione integrata “Mi Muovo”.
Sono previsti interventi per migliorare l’offerta di sosta e il servizio noleggio biciclette in prossimità delle stazioni ferroviarie, avviando accordi e progetti integrati con Rfi spa e Trenitalia, insieme ai Comuni interessati, per ampliare la rete dei percorsi partecipati in ambito casa-scuola e casa- lavoro, con il sostegno delle associazioni; altri 500 mila euro - attraverso la programmazione del Servizio parchi e risorse forestali - andranno all’implementazione della rete dei sentieri della regione.

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sabato 6 giugno 2009

COME SI VOTA per le province e per i comuni


Elezioni provinciali
Per votare uno dei candidati al consiglio provinciale, scheda gialla, si traccia un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso è attribuito sia al candidato casigliere, sia al candidato presidente; per uno dei candidati alla carica di presidente della provincia, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per uno dei candidati al consiglio provinciale ad esso collegato, il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato al consiglio, sia al candidato presidente; per un candidato alla carica di presidente della provincia, tracciando un segno sul relativo rettangolo; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato presidente. Non si può praticare, invece, il «voto disgiunto», cioè il voto per un presidente della provincia di un gruppo o di un gruppo di liste e per un candidato al consiglio provinciale di un altro gruppo o gruppo di liste.

Comuni sopra i 15 mila abitanti
La scheda, azzurra, reca i nomi e i cognomi dei candidati a sindaco. L’elettore può votare: o per una delle liste tracciando un segno sul contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito anche al candidato sindaco collegato; o per un candidato a sindaco, non scegliendo alcuna lista collegata; il voto così espresso si intende attribuito solo al candidato-sindaco; o per un candidato a sindaco e per una delle liste collegate tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista collegata; o per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul relativo rettangolo, e per una lista non collegata tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso si intende attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd. «voto disgiunto»). L’elettore potrà altresì manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale.

Comuni sino a 15.000 L’elettore può esprimere il proprio voto tracciando un solo segno di voto sul nominativo di un candidato alla carica di sindaco; tracciando un solo segno di voto sul contrassegno di una delle liste di candidati alla carica di consigliere; tracciando un segno di voto sia sul contrassegno prescelto che sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata. In tutti i predetti casi, il voto andrà sia al candidato-sindaco sia alla lista collegata. L’elettore può esprimere solo un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale. In tal modo, il voto si intenderà attribuito, oltre che al singolo candidato anche alla lista cui il candidato medesimo appartiene.
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Parlamento Europeo: come si vota


ELEZIONI EUROPEE:
INFORMAZIONI PER IL VOTO

Per votare l’elettore deve tracciare un segno con la matita copiativa che gli viene consegnata insieme alla scheda.
Non sono valide scritte o segni che possano far presupporre la volontà dell’elettore di farsi riconoscere

• QUANDO SI VOTA
Sabato 6 giugno dalle ore 15 alle ore 22 e domenica 7 giugno dalle ore 7 alle ore 22.

• COME SI VOTA
Per votare i candidati al Parlamento europeo, è sufficiente barrare il simbolo del partito prescelto.
È possibile esprimere fino a tre preferenze, scrivendo il cognome del candidato o dei candidati prescelti sulla riga stampata a fianco del contrassegno.

• COSA SERVE
Per votare occorre la tessera elettorale e un documento d'identità valido.

Ricordiamo gli uffici comunali resteranno aperti dal lunedi al venerdi della settimana antecedente la votazione, dalle ore 9 alle ore 19; il sabato dalle ore 8 alle ore 22 e la domenica per tutta la durata delle operazioni di voto.
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