martedì 30 novembre 2010
Acqua Pubblica - Manifestazione
domenica 7 novembre 2010
Diventare cittadini virtuali di Pollica
www.siamotuttidipollica.it
A due mesi dall’assassinio di Angelo Vassallo, il sindaco ambientalista che ha pagato con la vita l’impegno in difesa del suo territorio, Legambiente con l’approvazione del Consiglio Comunale di Pollica, lancia il sito internet www.siamotuttidipollica.it, grazie al quale chiunque si riconosca nell’esperienza di buon governo della località salernitana potrà acquisirne la Cittadinanza Virtuale. Da oggi, infatti, con un click, è possibile richiedere una carta d’identità simbolica emessa dal Comune per testimoniare la propria solidarietà alla comunità del Cilento. Tra i primi firmatari dell’iniziativa e quindi neo cittadini virtuali di Pollica Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, Don Luigi Ciotti, presidente Libera, Fabio Granata, deputato di Futuro e Libertà per l'Italia, Ermete Realacci, presidente onorario Legambiente, Massimo Cirri e Filippo Solibello, conduttori di Caterpillar Radio2, Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia, Carlo Petrini, presidente Slow food Internazionale, Amilcare Troiano, presidente Parco del Cilento, Roberto Morrione, presidente Libera Informazione, Francesco Ferrante responsabile per le politiche relative ai Cambiamenti climatici ed energia del PD, Roberto Della Seta, capogruppo Commissione Ambiente PD, Donatella Bianchi conduttrice della trasmissione di Rai 1 “Linea Blu”, Stefano Pisani vicesindaco di Pollica, Giampiero Sammuri presidente Federparchi, Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania.
Non si tratta, però, solo di un’azione di sostegno morale ad una comunità colpita duramente: il sito, gestito da un gruppo di giovani professionisti della comunicazione, ha come obiettivo quello di creare un filo diretto tra tutti coloro che acquisiranno la cittadinanza onoraria per mantenere viva l’attenzione su quanto accade in questo territorio affinché il progetto del “sindaco pescatore” prosegua. Una vera e propria “piazza” che, grazie al Blog dei Cittadini Virtuali di Pollica, permetterà a realtà geograficamente lontane ma unite da valori comuni, di incontrarsi e scambiare esperienze, dimostrando che nel Paese ci sono energie e intelligenze disposte a lavorare per un’Italia migliore.
“L’idea nasce dalla grande voglia di portare avanti, attraverso l’informazione, il pensiero e i progetti di Angelo Vassallo per la propria cittadina e la sua comunità - ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente -. Dobbiamo tradurre il dolore e la rabbia in determinazione, perché Pollica, Acciaroli e Pioppi restino sempre come Angelo le aveva immaginate: luoghi di svago e di piacere, di lavoro onesto, di cultura e di cittadinanza, un pezzo buono di Paese da cui ripartire”.
Al suo quarto mandato come sindaco di Pollica, Angelo Vassallo era conosciuto al grande pubblico per le sue battaglie cittadine, come l’ordinanza con cui infliggere multe salate a chi lascia mozziconi per strada o come quella della gestione comunale del porto e dei parcheggi. Vassallo si è distinto, inoltre, per l'impegno nella raccolta differenziata che ha portato la località campana a percentuali da record nazionale, per la lotta alla speculazione edilizia e al consumo di suolo attraverso il piano regolatore del Parco del Cilento e per aver reso il mare cristallino grazie all’ampliamento del depuratore di Acciaroli e Pioppi: azioni intraprese a tutela dell’ambiente, che sono valse alla sua terra il riconoscimento delle Cinque Vele di Legambiente e Touring Club Italiano dal 2000 a oggi e coronate dal primo posto in classifica proprio nell'ultima edizione della Guida Blu.
“La storia di questo piccolo borgo è cambiata radicalmente - ha dichiarato Stefano Pisani, vicesindaco di Pollica -. Nessuno ha intenzione di mollare: tutti, a Pollica, sono infatti determinati a proseguire sulla strada tracciata da Angelo. La rabbia si è trasformata in unità e anche se nessuno di noi potrà essere Angelo Vassallo andremo avanti per continuare la sua opera”.
Legambiente chiede quindi di continuare a tenere aperta una finestra d’attenzione su Pollica, invitando tutti a registrarsi come Cittadini Virtuali di un Comune che rappresenta la prova concreta che un’Italia migliore è possibile.
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giovedì 21 ottobre 2010
Piano attuativo per l'energia 2011-2013
Regione Emilia-Romagna - Sala di Viale Aldo Moro 46
(Piazza Renzo Imbeni), Piano Terra
L’obiettivo di questa fase preparatoria è quello di arrivare alla redazione del Piano triennale dell’energia 2011-2013 in at tuazione del Piano energetico regionale, secondo un percor so condiviso e partecipato insieme ad esperti ed operatori del settore, enti ed associazioni di categoria, imprese e cittadini.
Per questo la Regione Emilia Romagna ha deciso di imposta re un percorso di approfondimento che comprende seminari tematici sull’energia con l’obiettivo di stimolare il confronto e la discussione.
Un laboratorio in cui la discussione sul nuovo Piano triennale dell’energia troverà casa e prenderà forma. Vi proponiamo quindi un percorso articolato in cui approfondire le diverse tematiche, certi di poter contare sul contributo prezioso di tutti voi.
Gian Carlo Muzzarelli
Assessore regionale Attività produttive, Piano energetico
www.regione.emilia-romagna.it/energia
Verso il Piano attuativo 2011 - 2013
Programma provvisorio
erso il Piano attuativo 2011-2013 - I forum tematici
22 ottobre 2010 9,30 - 13,30
Il mondo produttivo e la green economy
Industria e servizi
Durante i lavori sarà presentata la Rete regionale Alta
tecnologia per l’energia
29 ottobre 2010 9,30 - 11,30 11,30 - 13,30
Il mondo produttivo e la green economy
Commercio e Turismo
Agricoltura
11 novembre 2010 9,30 - 13,30 14,30 - 16,30
Energia e territorio
Edilizia, certificazione energetica ed evoluzione del quadro
normativo
Localizzazione degli impianti e procedimenti amministrativi
Data da definire Energia e Pubblica amministrazione
Il ruolo degli Enti locali nell’attuazione del PER
Sportelli e Agenzie territoriali per l’energia
3 dicembre 2010 9,30 - 11,30 11,30 - 13,30
Energia e sostenibilità
La mobilità e il nuovo PRIT
Ambiente, clima ed energia
17 dicembre 2010 9,30 - 13,30
EVENTO DI CHIUSURA
Scenari, prospettive e obiettivi
La Regione Emilia-Romagna tra Kyoto
e la strategia 20-20-20
Iniziative in collaborazione con altri partner, in progress
3 novembre 2010 10,30 - 17,00
Prima edizione del Forum internazionale ambiente
e energia “Risorse e scelte: i nostri comuni futuri”
Rimini - Organizzato nell’ambito di Ecomondo
4 novembre 2010 15,00 - 18,30
I piani clima delle città e i territori
Rimini - Organizzato nell’ambito di Ecomondo
9 novembre 2010 9,30 - 13,30
CISA - I Comuni dell’Appennino bolognese
verso l’obiettivo 20-20-20
Bologna (Sale viale A. Moro 46)
Data da definire Coordinamento Agenda 21 dell’Emilia-Romagna
La prestazione energetica degli edifici ed il patto dei sindaci
Bologna (Sala viale A. Moro 46)
19 novembre 2010 9,30 - 13,30 14,30 - 18,30
Chiusura della “Settimana della BioArchitettura e della Domotica”
Bologna (Sala viale A. Moro 46)
26 novembre 2010 9,30 - 13,30
UNCEM - Green economy: una risorsa per il Paese,
un valore per la montagna
Bologna (Sala viale A. Moro 46)
AGENDA IN PROGRESS. Durante il periodo di ottobre - novembre 2010, Regione
Emilia-Romagna e i protagonisti del settore proporrano inoltre una serie articolata
di iniziative tematiche.
Informazioni su: www.regione.emilia-romagna.it/energia/
Segreteria Organizzativa: sportelloenergia@regione.emilia-romagna.it,
051.5276322 - 6323 Continua...
lunedì 4 ottobre 2010
Porta a porta: si parte! Finalmente.
La raccolta differenziata porta a porta non è un dogma politico, non è vessillo da sventolare pro o contro: è un metodo, il più efficace per ora, affinché nei prossimi anni la montagna di rifiuti che ogni cittadino produce anziché crescere diminuisca. Il sistema porta a porta investe sull’intelligenza, la partecipazione e la responsabilità dei cittadini, richiede un impegno da parte di tutti, nessuna domanda posta dai cittadini andrà considerata banale e nessuna risposta scontata. Cambiare abitudini non è un processo repentino ed è certo che questo sarà per molti il primo scoglio da superare, il porta a porta entrerà nelle nostre case, nelle nostre cucine, ognuno di noi si interrogherà quotidianamente su dove gettare questo o quello, cambierà le nostre consolidate abitudini.
Il porta a porta è un azione tesa a modificare i nostri comportamenti sbagliati nei confronti dell’ambiente, ci indurrà al consumo critico ad acquistare prodotti privi di imballaggi, ad evitare quelli usa e getta, possiamo consideralo un processo culturale.
I cittadini avranno la soddisfazione di veder liberati spazi pubblici dai maleodoranti cassonetti,
di rispondere in modo concreto alla domanda “tra 10 anni dove la mettiamo l’immondizia
che ognuno di noi produce?”, di risparmiare energia, di inquinare di meno.
Le polemiche impazzano, l’esperienza di Forlimpopoli insegna a tutti che sono fisiologiche e in alcuni casi miopi e strumentali.
Si raccolgono firme, si propongono referendum. Noi Ecologisti Democratici abbiamo promosso e sostenuto il sistema porta a porta e riteniamo che la coerenza tra ciò che si promette in campagna elettorale e ciò che si attua una volta eletti sia un dovere di chi amministra e l’unico modo per dimostrare che la politica non è chiacchera, quindi soprattutto a Forlì il referendum possiamo affermare ci sia già stato con l’elezione del Sindaco Balzani che coerentemente sta realizzando ciò che ha promesso. Non ci sfugge che i cittadini si interroghino sui costi, specialmente in un momento di crisi come questo; auspichiamo che con il coinvolgimento di un numero significativo di territori si possa applicare la tariffa puntuale affinché le buone abitudini vengano premiate. I risultati, siamo convinti, non tarderanno e saranno sorprendenti e positivi.
Rita Marzanati
Coordianatore Ecodem Forlì"
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mercoledì 22 settembre 2010
Pubblicate le linee guida per la realizzazione di impianti fotovoltaici
Le Linee Guida entreranno in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le Regioni avranno a disposizione 90 giorni per adeguarsi alle linee guida amministrative e oltre questo termine, dall’inizio del 2011, esse saranno applicate a quei procedimenti già in corso e per i quali siano intervenuti i pareri ambientali prescritti.Potete scaricarle qui
dal alessandrobratti.blogpost.com Continua...
martedì 10 agosto 2010
HyDro Power: Convertire l'acqua sprecata dal wc in elettricità
Maria Popova on July 23, 2010, 1:22 AM
The average person flushes more than 7,000 liters of water down the toilet every year. With more than half of the world's population using flushable toilets, this amounts to trillions of liters of water per year practically wasted. British industrial design student Tom Broadbent is hoping to change this with HyDro Power – an innovative system that transforms wastewater into electricity.
The device works by using the discarded water from household appliances like toilets, sinks and showers, which hits four turbine blades as it falls down the pipes, powering a generator.
Designed for the pipes of high-rise buildings rather than individual homes, HyDro Power could offer substantial energy and cost savings, as high as $1,415 per year for an average seven-story building. The energy harnessed by the device can either be utilized inside the building for powering systems like air-conditioning, heating and elevators or sold back to the national grid.
The inspiration for HighDro Power was literally a ‘Eureka!’ moment that came when I emptied a bath in a hotel and found that it cleared very quickly and with a large amount of force. It seemed logical that this energy should be harnessed in some way to create green electricity and help governments meet targets and it filled an obvious gap in the market." ~ Tom Broadbent
Broadbent, a graduate student of Leicester’s De Montfort University, is hoping his invention would earn him the prestigious Dyson Award, which is to announce this year's winners on August 3.
via @TrackerNews
Maria Popova is the editor of Brain Pickings, a curated inventory of miscellaneous interestingness. She writes for Wired UK, GOOD Magazine and Huffington Post, and spends a shameful amount of time on Twitter.
Ecco la traduzione:
Una persona comune consuma più di 7000 litri di acqua tirando lo sciacquone ogni anno. Contando che più di metà della popolazione mondiale usa lo sciacquone, lo spreco d'acqua annuale raggiunge i 3 trillioni (contando che la scrittrice è inglese dovrebbero essere i nostri "miliardi", ndt) di litri. Lo studente inglese di design industriale Tom Broadbent di cambiare questo con HyDro Power, un sistema innovativo che trasforma lo spreco d'acqua in elettricità.
Il dispositivo funziona usando l'acqua proveniente dagli apparecchi presenti in casa come le toilets, lavandini e docce, che colpiscono quattro turbine quando passano per i tubi caricando, così, un generatore.
Progettato per tubi di palazzi piuttosto che casa individuali, HyDro Power può generare una considerevole quantità di energia e un risparmio dei costi, circa $1,415 ogni anno per un edificio di sette piani. L'energia prodotta dal dispositivo può essere utilizzata all'interno dell'edificio per alimentare sistemi di aria condizionata o di riscaldamento, ascensori oppure venduta alla rete nazionale.
"L'ispirazione per HighDro Power fu letteralmente un colpo di genio che venne mentre io svuotavo la vasca in un hotel e notai che lo svuotamento avveniva velocemente e con una gran forza. Mi sembrò logico che questa energia sarebbe dovuta essere sfruttata in qualche modo per creare elettricità 'verde' e aiutare i governi a centrare un obbiettivo e riempire un gap nel mercato" - Tom Broadbent
Broadbent, uno studente laureato al Leicester's De Monfront University, spera che la sua invenzione faccia guadagnare lui il prestigioso Dyson Award, il vincitore di quest'anno sarà annunciato il 3 Agosto.
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martedì 20 luglio 2010
FORUM AMBIENTE PD:ACQUA
FORUM AMBIENTE MERCOLEDI' 22 LUGLIO 2010
FORUM AMBIENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO
Dopo il grande successo della raccolta firme per il referedum per l'acqua pubblica e le perplesità dei promotori locali dello stesso sulle posizioni degli Ecodem sul tema ritengo utile la pubblicazione del documento sull'acqua che verrà presentato durante il II Incontro Nazionale del FORUM AMBIENTE del PD.
Acqua
Una risorsa da tutelare e un diritto da garantire
La riforma del governo pubblico delle risorse idriche
Sintesi a cura di:
Andrea Lolli
Hanno collaborato ai lavori del Forum per l’Acqua:
Vanni Bulgarelli, Mauro D’Ascenzi, Antonio Ragonesi, Renato Drusiani, Marco Ranieri, Marco Pennacchi
• L’acqua è un bene pubblico e un diritto fondamentale.
L’acqua è indispensabile per la vita della specie umana e di tutte le specie che abitano il pianeta. Le risorse idriche sono elementi essenziali per gli ecosistemi marini e terrestri e vanno preservate e garantite per le attuali e le future generazioni.
Essa va tutelata , resa disponibile e gestita con responsabilità, sensibilità e rispetto.
Molte aree del mondo vivono la tragedia della sete e dell’insufficienza di acqua per produrre alimenti indispensabili alla propria sopravvivenza. La scarsità colpisce oltre un miliardo di persone che non accedono regolarmente all’acqua pulita, mentre oltre due miliardi e mezzo non hanno adeguati servizi igienico-sanitari.
Già oggi, e ancor più nell’immediato futuro, il crescente squilibrio fra risorsa idrica disponibile e domanda d’acqua, aggravato dal riscaldamento del pianeta che aumenta la siccità e la desertificazione, sarà causa di immigrazioni di popoli, ingiustizie, malattie, conflitti e degrado degli ecosistemi dei fiumi e dei laghi.
Per consolidare le condizioni di vita e di convivenza sul pianeta, l’acqua dovrà essere sempre più uno dei temi centrali delle politiche pubbliche delle grandi istituzioni internazionali e dei governi nazionali.
In Italia, la situazione e la disponibilità delle risorse idriche si presentano in modo diverso. Nel nostro Paese il problema prioritario è quello di un efficace governo delle acque e dei loro usi e va difesa da comportamenti umani sconsiderati e colpevoli e, soprattutto, da affarismi economici e speculativi.
Il governo delle risorse idriche, pertanto, si pone in modo urgente al fine di regolare e controllare gli usi, di contrastare l’inquinamento e di garantire il pieno diritto all’acqua a tutta la popolazione.
Fiumi, laghi, falde acquifere e aree marine sono infatti troppo spesso minacciati da usi distorti e dall’inquinamento chimico e organico; la gran parte degli usi della risorsa idrica non è adeguatamente governata, i prelievi sono spesso senza controlli, gli sprechi e la dispersione di rete sono eccessivi.
Dopo essere stata usata l’acqua , in gran parte del Paese non viene raccolta e depurata adeguatamente e restituita pulita ai bacini idrografici e al mare .
Troppe sono ancora le diversità territoriali che portano con se disagi e disservizi, ciò soprattutto nel Mezzogiorno e nelle isole del nostro Paese dove, molto spesso, l’acqua non viene garantita a tutti i cittadini per tutti i giorni dell’anno e per tutte le ore del giorno.
I cambiamenti climatici e l’uso sconsiderato e speculativo del territorio infine hanno accentuato fenomeni alluvionali e frane nelle stagioni piovose mentre in estate arriva la siccità e l’insufficienza delle disponibilità.
• Una grande riforma per il governo pubblico di una risorsa strategica
Si deve urgentemente porre rimedio a questi danni e il governo della risorsa idrica non può più essere lasciato al caso, ad un governo indeterminato e polverizzato, a vecchie modalità e consuetudini, a controlli insufficienti e a disservizi gestionali ne, tantomeno, alla speculazione privatistica.
È la responsabilità pubblica che deve fare un passo in avanti.
Come afferma la direttiva europea 60/2000, l’acqua è un bene comune, “non è un prodotto commerciale“, non è una merce, essa va governata, tutelata, garantita e gestita come una indispensabile e fondamentale risorsa collettiva mediante una moderna politica finalizzata alla difesa e valorizzazione degli interessi collettivi e del patrimonio pubblico.
Occorre per questo attuare una profonda riforma per realizzare il “sistema integrato del governo idrico”, centrato sulle Regioni, sui Distretti, sugli Enti Locali, sui soggetti gestori e in particolare sulla partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni territoriali.
I Distretti mediante il “Piano di gestione” della risorsa idrica, hanno il compito di definire obiettivi, criteri e modalità gestionali per garantire la qualità della risorsa e gli equilibri ambientali, affermando la pianificazione degli usi dell’acqua basato sulla priorità per gli usi civili rispetto a quelli agricoli, industriali ed energetici.
La programmazione degli usi, su base di bacino idrografico e non di confini amministrativi, rappresenta la leva principale per garantire il diritto delle persone e la risorsa alle attività economiche, tutelando gli ecosistemi dei corsi d’acqua e del mare ed evitando gli eccessivi prelievi e le restituzioni inquinanti.
Per l’attuazione della programmazione degli usi è indispensabile dotare il nostro paese di un quadro legislativo di riordino dei servizi irrigui e dei prelievi industriali.
Le Regioni hanno il compito di governare le risorse idriche del territorio attraverso i “Piani idrici regionali” al fine di tutelare e valorizzare la qualità e la quantità delle risorse e l’equilibrio ambientale complessivo.
In particolare è necessario rafforzare la pianificazione e la programmazione regionale per il governo complessivo della risorsa e dei suoi usi, per il controllo delle concessioni di derivazione e di prelievo, per la definizione di regole e criteri necessari a definire la qualità dei servizi e la selezione trasparente dei gestori.
Agli Enti Locali organizzati su ambiti idrografici omogenei e su dimensioni ottimali è affidata l’organizzazione del servizio idrico integrato: approvvigionamento, trasporto, distribuzione, raccolta, trattamento delle acque reflue, riuso.
• Un forte , indipendente , autorevole sistema di vigilanza e controllo
Per un effettivo governo delle acque si rende necessario il rafforzamento e il completamento da una parte, del sistema dei controlli sulla qualità e la quantità della risorsa con il pieni coinvolgimento dell’Ispra e delle Arpa, dall’altra parte, va considerata la costituzione di una “Autorità di regolazione nazionale articolata su base regionale” per regolare gli affidamenti e controllare il pieno rispetto dei contratti da parte dei soggetti gestori, i costi del servizio e le relative tariffe, con l’obiettivo di premiare il consumo responsabile, di finanziare gli investimenti, di assicurare tariffe congrue e sostenibili articolate per consumi .
• Una gestione industriale efficace ed efficiente dei servizi idrici
Il diritto all’acqua va garantito con una programmazione integrata regionale della risorsa per stabilire quantità, qualità, stato delle reti, depurazione e riuso, criteri per l’assegnazione delle gestioni e controllo del servizio.
Gli Enti Locali hanno il compito di realizzare un servizio idrico integrato e sostenibile, sotto il profilo sia ambientale che economico, efficiente e libero dall’affarismi speculativi e da logiche clientelari.
Ad una forte capacità di programmazione, indirizzo e di controllo del pubblico devono corrispondere soggetti gestionali (pubblici, privati o società mista) ad alta etica professionale, qualificati, competenti, efficaci ed efficienti.
A tal fine va considerata l’esigenza di perseguire dimensioni dei gestori che garantiscano l’efficacia e la efficienza dei servizi a tariffe sostenibili e giustificate anche per conseguire gli obiettivi indicati dalla risoluzione del 14 gennaio 2004 del Parlamento Europeo che auspica la modernizzazione delle fornitura d’acqua mediante l’applicazione di principi economici che valorizzino la tutela dell’ambiente, la qualità dei servizi , la loro efficacia ed efficienza.
• Il sistema infrastrutturale idrico è strategico per la qualità del territorio e per l’equilibrio dell’ambiente.
Riformare il sistema dei servizi idrici significa affrontare con realismo e determinazione la modernizzazione delle infrastrutture impiantistiche del Paese.
I ritardi in termini di manutenzione e qualificazione degli impianti sono veramente preoccupanti. È indispensabile quindi che si dia corso ad una rinnovata stagione di interventi e finanziamenti pubblici.
A tali finanziamenti deve contribuire anche un sistema tariffario non speculativo che preveda una tariffa adeguata a sostenere piani d’investimenti pluriennali e, nel contempo, deve garantire i consumi minimi per le categorie più indifese, per le fasce sociali più deboli, come pensionati al minimo, cassintegrati, precari, disoccupati, famiglie numerose.
Questa nuova stagione di investimenti deve essere orientata in particolare alla qualificazione della rete acquedottistica e soprattutto del sistema fognario e depurativo che in gran parte del Paese è ancora inadeguato con pesanti ripercussioni sull’equilibrio ambientale .
Inoltre il potenziamento di queste strategiche infrastrutture possono favorire la creazione di numerosi posti di lavoro qualificati in un settore con grandi prospettive di sviluppo scientifico, industriale e tecnologico.
• La partecipazione dei cittadini
Il valore della risorsa, la complessità del suo governo, le conseguenze degli usi sul territorio e l’ambiente, il ruolo dei servizi in una società moderna e qualificata, le dimensioni economiche e produttive richiedono che questo tema sia posto al centro dell’agenda politica e parlamentare.
Ma soprattutto è necessario che diventi un terreno di iniziativa politica su cui si sviluppi una vasta partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche da affrontare.
Occorre favorire in ogni modo questa partecipazione e la consapevolezza che su questo tema si gioca il futuro delle prossime generazioni
E’ necessario prevedere un forte potenziamento degli strumenti di partecipazione delle popolazioni locali per consolidare e rafforzare il controllo sociale su questo delicato settore coinvolgendo in particolare le forze sociali, le associazione ambientaliste e dei consumatori.
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FOTOVOLTAICO NELLE EX DISCARICHE
mercoledì 14 luglio 2010
Festa Democratica: ACQUA LIBERA
giovedì 13 maggio 2010
Impianto Biogas Durazzanino-Barisano. Incontro pubblico.
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giovedì 29 aprile 2010
Battaglia alla zanzara tigre: gamberetti i nuovi alleati.
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lunedì 26 aprile 2010
RACCOLTA FUNGHI ULTIMO ATTO
mercoledì 21 aprile 2010
Intervento di Fabrizio Vigni alla Direzione Nazionale del PD del 17 aprile
Tutto possiamo fare, fuorchè mettere la testa sotto la sabbia. Perché preoccupante è la fotografia dell’Italia
che il voto racconta. A cominciare da un astensionismo che non ha precedenti. Sfiducia, brontolio,
lontananza dalla politica. Brutto segno. L’Italia continua a scivolare su un piano inclinato. E preoccupante è
il nostro risultato. Perfino dove si vince, in voti assoluti perdiamo consensi.
Ci serve una discussione onesta e aperta. Con un po’ di umiltà: nessuno ha tutte le soluzioni in tasca, tutti
abbiamo la responsabilità di essere, fino in fondo, gruppo dirigente.
Abbiamo nel migliore dei casi tre anni di tempo - ma se la crisi del centrodestra precipita potrebbero essere
anche meno - per costruire un’alternativa di governo credibile e vincente. Per rilanciare il progetto del PD,
che si è impantanato dopo l’iniziale slancio.
Serve un colpo d’ala. Una correzione di rotta.
Sottolineo due questioni.
Primo. Perché, nonostante tutto – la crisi economica e le difficoltà della destra – gli italiani non vedono nel
centrosinistra una alternativa credibile? Perché il PD non trova la strada per far crescere i consensi?
Bisognerà decidere cosa il PD vuol fare da grande. Domanda semplice semplice: perché l’abbiamo fatto, il
PD? Avevo capito male io o il PD l’avevamo fatto non solo per unire ciò che rimaneva di importanti storie
del passato, ma perché sentivamo che c’era bisogno di un nuovo, grande partito che avesse nelle vene il
riformismo del 21° secolo?
Neppure io sopporto i generici “nuovismi”, quando sono vuote invocazioni. C’è un sacco di cose buone del
passato da portare con noi. Ma se davanti hai sfide inedite, la vecchia cassetta degli attrezzi non basta più.
Vai in giro con vecchie carte geografiche, e non riconosci più il paesaggio. Usi vecchi vocabolari, e non riesci
più a farti capire.
Il problema irrisolto è che ancora il PD appare come un troppo poco seducente assemblaggio di storie
passate.
Eppure avevamo intuito giusto. Un partito nuovo lo fai perché intuisci che stai entrando dentro un
passaggio d’epoca. Noi decidemmo di farlo anche per questa ragione, non solo per rifondare l’ormai
sbrindellato campo del centrosinistra.
Poi, neppure a farlo apposta, pochi mesi dopo la nascita del PD è arrivata la grande crisi. La più grave del
dopoguerra. Paragonata con quella del 1929. Una crisi che ha squassato non solo l’economia, ma anche
ideologie e culture politiche. A maggior ragione oggi, ancor più di quando è nato il PD, vediamo tutti gli
indizi di un passaggio d’epoca. O quantomeno di esaurimento di un ciclo. La destra, finito il tempo della
deregulation, in giro per il mondo cerca di ricostruire un proprio sistema di idee con l’ambizione di essere
ancora egemone. E noi? La crisi ha non solo confermato, ma addirittura rafforzato, anche per noi - come
per la sinistra e i democratici un po’ ovunque - la necessità di un nuovo pensiero politico. Come la politica
riesce a regolare il mercato, nell’era della globalizzazione? Come si orienta l’economia verso un new deal
ecologico, visto che un intero modello di sviluppo - che come un gigante ubriaco travolge tutto e tutti -
appare ormai al capolinea?
Tutti abbiamo detto: dopo questa crisi nulla sarà come prima. Eppure poi sembra che anche noi non
sappiamo immaginare altro che cercare di riprendere il cammino interrotto, per tornare a fare le stesse
cose di prima, sugli stessi binari di prima.
Produrre qualche grammo di pensiero politico nuovo è cosa un po’ più complicata che produrre tonnellate
di dichiarazioni alle agenzie o davanti alle telecamere. Ma da qui non si scappa. Perché se in testa non hai
un sistema di idee forti e all’altezza delle sfide del nostro tempo, non crei neppure senso comune –
convinzioni e valori alternativi a quelli della destra. La Lega non vince solo per radicamento organizzativo
sul territorio, ma prima ancora per idee e pregiudizi che diventano senso comune. Il coraggio di un nuovo
pensiero politico: la ragione ambiziosa per cui abbiamo fatto il PD era questa. O il PD da grande sarà il
riformismo del 21° secolo, o non sarà.
Seconda questione. Bersani ha annunciato un importante appuntamento per il 2011, una Conferenza
programmatica che abbia al centro il nostro progetto per l’Italia. Un programma di riforme sociali e
istituzionali, un’idea di futuro. Bene.
La questione di fondo è: come si esce dalla crisi? Io penso che facciamo bene a denunciarne tutta la gravità,
gli effetti devastanti. A battersi per difendere le famiglie più deboli, chi perde il posto di lavoro, le imprese
che soffrono. Difendere chi deve essere difeso. Ma dobbiamo anche saper indicare una prospettiva.
Indicare una speranza. Uso la stessa espressione che ha usato Bersani: avere simpatia per l’Italia. Stare
dalla parte dell’Italia che ci prova, che scommette sul futuro.
Una delle scelte strategiche fondamentali , allora, non può che essere la green economy. Che non è solo un
pezzo (in crescita) dell’economia. Ma al tempo stesso un’idea d’Italia: innovazione tecnologica, ricerca,
competitività, posti di lavoro, e insieme bellezza dell’ambiente e delle città, identità territoriali, civismo.
La lente della green economy, più di ogni altra, ci fa intravedere, sotto la pelle della crisi, energie positive
in movimento: imprese che si riconvertono, investono, creano nuovi prodotti. Sotto la pelle della crisi si
intravedono anche cambiamenti negli stili di vita: consiglierei di leggere l’ultimo libro di Giampaolo Fabris,
“La società post-crescita”, per capire meglio, ad esempio, come stanno cambiando i consumi non solo per
effetto della crisi ma anche per la crescente attenzione a consumi più intelligenti, più sobri, di qualità.
Se siamo alla ricerca di scelte coraggiose e innovative per l’Italia, di bandiere per l’identità di un moderno
partito riformista, le politiche per l’ambiente e per la green economy lo sono. Bandiere nostre, da non
lasciare ad altri. Non a Grillo, ad esempio, che fa dell’ambiente uno dei suoi cavalli di battaglia, ma con
posizioni il più delle volte talmente estremizzate da far venir voglia di dire: ridateci Pecoraro Scanio…
Bisogna stare in campo. Con posizioni chiare. Così anche sui temi ambientali. Temi come il nucleare e
l’acqua, sui quali altre forze - alcune per ragioni molto di bottega come nel caso di Di Pietro - stanno
promuovendo referendum. Da tempo immemorabile, ormai, i referendum sono boomerang per chi li
promuove, visto che il quorum non si raggiunge. Sull’acqua – un tema che suscita una forte sensibilità
nell’opinione pubblica – si sta lavorando alla presentazione di una nostra proposta di legge sostenuta da
una forte mobilitazione popolare – puntando ad almeno un milione di firme – per garantire e rafforzare la
tutela dell’interesse pubblico nella gestione di un così prezioso bene comune, contrastando la logica di
privatizzazione forzata imposta dal governo, ma senza ideologismi.
Posizioni chiare e iniziativa politica. L’identità di un partito si costruisce così. Ci si chiede: prima il progetto o
le alleanze? Per favore. L’alternativa non può essere tra andare da soli o costruire di nuovo coalizioni
sgangherate e ingovernabili come la vecchia Unione. Messa così sarebbe come dire: la padella o la brace? Il
problema vero è che solo un progetto forte del PD può fare da collante delle alleanze possibili. La
costruzione di un’alternativa passa da qui.. Continua...
martedì 13 aprile 2010
Incontro: "IL NUCLEARE RISORSA O RISCHIO?"
lunedì 12 aprile 2010
ACQUA PUBBLICA
d'iniziativa dei Senatori Ferrante e Della Seta
Modifiche all'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e dell'articolo 150 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, in materia di scelta della forma di gestione e delle procedure di affidamento del servizio idrico integrato
Onorevoli Senatori –
L’acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica. Sull’argomento grava l’estrema difficoltà di vedere la questione rappresentata nei suoi,
tanti e indiscutibili aspetti, fuori dalle opposte fazioni di chi idealizza la gestione pubblica
dell’acqua, come se fosse garanzia di servizio equo ed efficiente, e di chi idolatra quella privata.
Per questo può essere utile ricapitolare almeno qualcuno di questi aspetti, indispensabili per formarsi un giudizio equilibrato.
Distinguere in modo rigido, come fanno molti paladini della privatizzazione, tra proprietà
dell’acqua che deve rimanere pubblica (come peraltro sancito da innumerevoli norme di legge e convenzioni internazionali), e gestione del servizio che va affidata ai privati, è una formula astratta.
Se come sta avvenendo in quasi tutti i casi di privatizzazione del servizio, i “privati” che gestiscono l’acqua sono grandi imprese multinazionali mille volte più strutturate e influenti degli enti pubblici (comuni, consorzi di comuni, Ato) “custodi” delle reti e dell’efficienza, dell’efficacia, dell’equità del servizio, questo rende assai complicato per i “controllori” fare valere l’interesse pubblico nei confronti dei “controllati”, e presenta il forte rischio che i gestori privati incassino i profitti della vendita del prodotto-acqua e ai controllori pubblici resti l’onere, in Italia quanto mai pesante, della modernizzazione e della manutenzione delle reti.
Non è vero che l’Europa impone agli stati membri la privatizzazione dei servizi idrici. In base alle leggi comunitarie, ogni paese deve affidare al mercato la gestione dei servizi pubblici locali “di rilevanza economica”, ma a decidere se l’acqua rientri o no in questa categoria sono i singoli Stati.
Così in Europa ci sono paesi dove la privatizzazione dei servizi idrici si è quasi del tutto compiuta, altri dove l’acqua è gestita tuttora da soggetti pubblici, altri ancora dove realtà territoriali anche molto rilevanti che avevano optato per la privatizzazione ora stanno ripubblicizzando la gestione dell’acqua (il caso più noto e importante è quello di Parigi).
Quanto detto fin’ora dimostra che sono infondate tanto l’equazione tra gestione pubblica e uso equo ed efficace del “bene comune” acqua, quanto quella tra privatizzazione e gestione efficiente. Allora, molto meglio sarebbe lasciare agli enti locali la scelta su come sia meglio gestire i servizi idrici, tenendo ben presente che si tratta di un bene non privatizzabile che non deve sottostare a criteri mercantili e mettere in campo una forte, autorevole, indipendente autorità pubblica chiamata a controllare che le gestioni rispondano ai criteri di un uso socialmente equo e ambientalmente sostenibile dell’acqua.
Proprio per i suddetti motivi e per garantire una migliore tutela degli utenti e un maggiore controllo del cittadino sulla gestione di un servizio pubblico nasce il presente Disegno di Legge.
DISEGNO DI LEGGE
Articolo 1
(Modifiche all'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 e al comma 3 dell'articolo
150 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152)
1. All'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo capoverso del comma 1 dopo le parole: «…si applicano a tutti i servizi pubblici
locali» sono aggiunte le seguenti: «, ad esclusione del servizio idrico integrato,»;
b) al comma 2, dopo le parole: «servizi pubblici locali» sono aggiunte le seguenti: «, ad
esclusione del servizio idrico integrato,»;
c) il comma 8 è abrogato;
d) al comma 10, lettera d), le parole: «, nonché in materia di acqua» sono soppresse.
2. Al comma 3 dell'articolo 150 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 le parole "La
gestione può essere altresì affidata a società partecipate esclusivamente e direttamente da comuni o
altri enti locali compresi nell'ambito territoriale ottimale, qualora ricorrano obiettive ragioni
tecniche od economiche, secondo la previsione del comma 5, lettera c), dell'articolo 113 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o a società solo parzialmente partecipate da tali enti, secondo la previsione del comma 5, lettera b), dell'articolo 113 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, purché il socio privato sia stato scelto, prima dell'affidamento, con gara da espletarsi con le
modalità di cui al comma 2." sono sostituite dalle seguenti parole "La gestione inoltre può essere affidata a società partecipate esclusivamente e direttamente da comuni o altri enti locali compresi nell'ambito territoriale ottimale, secondo la previsione del comma 5, lettera c), dell'articolo 113 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o a società solo parzialmente partecipate da tali enti, secondo la previsione del comma 5, lettera b), dell'articolo 113 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, purché il socio privato sia stato scelto, prima dell'affidamento, con gara da espletarsi con le modalità di cui al comma 2."
. E qui la fine del post. Continua...
venerdì 19 marzo 2010
sabato 13 febbraio 2010
SMALTIMENTO RIFIUTI TOSSICI
mercoledì 10 febbraio 2010
NUCLEARE:IL GOVERNO APPROVA
- APPROVATO!!!!!
- E' stato approvato questa mattina il decreto legislativo che comprende i criteri per la scelta dei luoghi in cui nasceranno, la realizzazione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica nucleare, la fabbricazione del combustibile nucleare, e pure i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, incentivi economici ai territori che ospiteranno le centrali e campagne informative al pubblico.
Dopo il parere positivo delle commissioni parlamentari competenti e del Consiglio di Stato. Dopo il no delle Regioni restiamo in attesa: della Conferenza Unificata Stato-Regioni, previsto dopo il via libera del Consiglio dei ministri e della firma del ministro dell’Economia per lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare e della successiva nomina dei vertici della nuova autority.
Si aprirà quindi un conflitto senza precedenti tra le Regioni, 11 hanno già impugnato il ddl sviluppo, e il Governo.
E qui la fine del post. Continua...
sabato 23 gennaio 2010
Ecodem Emilia Romagna "Per il new deal ecologico..."
"Per il new deal ecologico della Regione Emilia-Romagna"
Sarà presentato un documento regionale in tema di ambiente ed economia verde in vista delle ormai imminenti elezioni regionali. Continua...
mercoledì 20 gennaio 2010
Nucleare come e perchè
di Roberto Rossi
A tappe forzate verso il nucleare, il vero affare del prossimo decennio per le grandi imprese in Italia. Vale, secondo Confindustria, circa 30 miliardi. Il 70% del quale, auspicano le imprese, destinato all’Italia. Un boccone da mandare giù il prima possibile. Senza troppi ritardi e intoppi. Senza un confronto con quelle regioni che dovranno ospitare le centrali (cinque in tutto, quattro delle quali con tecnologia francese). Per questo a Roma, davanti a centinaia di aziende riunite durante il «Supply Chain Meeting», l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha sostenuto che sarebbe utile riformare il Titolo V della Costituzione, che regola i poteri delle amministrazioni locali e delinea il nostro federalismo. In particolare, per ciò che riguarda la politica energetica. «È necessario - ha chiarito Conti - che tale materia, nell’ambito di una riforma del titolo V della Costituzione, torni di competenza dello Stato, pur nel rispetto delle prerogative locali».
L’uscita di Conti ha il merito di rendere pubblico un argomento finora taciuto. Il manager statale (è nominato dal Tesoro, principale azionista) ha detto pubblicamente quello che il governo sta attuando, in realtà, sotto traccia. Domani al Senato, in commissione Bilancio, si parlerà del decreto che individua i criteri per la localizzazione di impianti e depositi. Il ministro per i rapporti regionali Raffaele Fitto ha raccomandato, attraverso una lettera riservata, al presidente del Senato Renato Schifani di fare in fretta. Anche a costo di scavalcare le regole. Perché da quel decreto mancano le firme di Regioni e Consiglio di Stato, che pure per legge dovrebbero esserci. Il governo, dopo il ricorso di 11 governatori alla Consulta, ha deciso ieri di riunire la conferenza Stato-regioni per il 28 gennaio. E cioè proprio a ridosso della scadenza per la conversione del decreto. In sostanza il governo sta già nei fatti escludendo le regioni dal confronto. Questo anche perché vuole evitare che il dibattito sull’atomo possa entrare nel voto per le regionali del 28-29 marzo. Un timore espresso anche dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Sul nucleare, ha detto il numero uno degli industriali, «in Italia assistiamo a dibattiti superficiali e demagogici».
Eppure di nucleare ancora non si parla. Non si conoscono i siti, i costi reali, il prezzo finale dell’energia prodotta. Ci sono solo stime, contrastanti per altro. Ad esempio, finora si è sempre detto che un reattore francese Epr costi circa 3,5 miliardi. Ed è quello che ancora sostengono Enel e Confindustria, ma non Edf, che invece li costruisce. Secondo la stampa d’oltralpe, che guarda con attenzione alla realizzazione del sito di Flamanville, i costi di un singolo reattore potrebbero addirittura raddoppiare (fino a 7 miliardi di euro).
Tra l’altro non c’è certezza neanche sui tempi. Sempre a proposito di Flamanville, secondo Le Figaro, per la messa in opera del cantiere, prevista per il 2012, ci sarebbe un ritardo di circa due anni. La società, naturalmente, ha smentito la ricostruzione, però lo scorso novembre Edf aveva già ammesso ritardi nei lavori, distinguendo per la prima volta la data di messa in esercizio dell’impianto da quella di commercializzazione dell’energia, indicando implicitamente un ritardo di un anno.
Ritardo accertato, tre anni, in Finlandia dove si sta costruendo un Epr nel sito di Olkiluoto 3. Il colosso francese Bouygeus che sta realizzando l’edificio dei reattori è stato accusato di aver eseguito i lavori (saldature) in modo non conforme già nell’agosto del 2008. Più di recente, poi l’agenzia finlandese di controllo, Stuk, ha nuovamente bloccato i lavori, sempre per problemi legati alle saldature nel circuito primario.
Poca chiarezza, infine, anche sul prezzo finale. Secondo il manager Conti con una programmazione certa le aziende si ripagano l’investimento senza aiuto statale. Eppure Citigroup, leader nei servizi finanziari, sostiene l’opposto e cioè che gli operatori del settore privato non sarebbero in grado di sostenere autonomamente le attività di costruzione. Per avere dei rendimenti certi, allora, le imprese avrebbero bisogno di essere sostenute dalla comunità. Che si troverebbe alla fine a dover pagare 65 euro per ogni megawatt prodotto con l’energia nucleare mentre le stime attuali parlano di 40 euro. Continua...
FORLI': CAR SHARING PER LIBERARE L'ARIA
FORLI' - Giovedì 21 gennaio è in programma il terzo appuntamento con i "Giovedì anti-smog" previsto nell'ambito dell'accordo regionale "Liberiamo l'aria". Fino al 31 marzo 2010, nelle giornate di giovedì dalle ore 8.30 alle 18.30, un'area del centro cittadino sarà interdetta alla circolazione. Il divieto riguarderà tutti i veicoli (esclusi i residenti e deroghe specifiche previste dall'ordinanza). Unici parcheggi non accessibili sono "Duomo - Piazza Ordelaffi" e "Piazza XX settembre".domenica 17 gennaio 2010
Incontro "Raccolta Funghi..." va in TV
lunedì 11 gennaio 2010
sabato 9 gennaio 2010
ACQUISTI VERDI.IT
Ciao a tutti,
vi comunico che dopo il successo del progetto di formazione gratuita GPP 400 ORE del 2009, che ha visto la partecipazione di 67 Enti Pubblici, AcquistiVerdi.it sta lanciando l'edizione 2010 del progetto.
Gli Enti Pubblici che ne faranno richiesta potranno usufruire di corsi di formazione gratuiti sul GPP organizzati da AcquistiVerdi.it, che si propongono di fornire un supporto metodologico per l'introduzione dei criteri e dei principi di Green Public Procurement nelle pratiche pubbliche di acquisto.
Gli Enti Pubblici che scelgono di aderire al progetto hanno a disposizione due tipologie di pacchetto formativo:
1) Corso base – 1 modulo singolo di 4 ore da svolgersi in una sola giornata di lavoro
- Riferimenti normativi nazionali ed europei in materia di GPP
- Come riconoscere un prodotto ecologico
- Analisi di alcuni esempi di bandi realizzati con criteri di GPP
2) Corso avanzato – 10 ore di formazione suddivise in 2 moduli da svolgersi in due giornate di lavoro
- Green Public Procurement: temi fondamentali e stato di attuazione
- Strumenti applicativi per individuare e riconoscere i prodotti ecologici
- Il percorso metodologico per l’introduzione del GPP nelle Pubbliche Amministrazioni
- Green Public Procurement e criteri ecologici: dalla teoria alla pratica
- L’offerta di prodotti ecologici
Il corso è gratuito fino a esaurimento del monte ore a disposizione.
Informazioni e prenotazioni
Paolo Fabbri
e-mail paolo@punt3.info
A presto e buon anno a tutti.
Andrea Zanfini
. E qui la fine del post.
domenica 3 gennaio 2010
Il nuovo regolamento per la raccolta Funghi

Il 12 novembre scorso è stato approvato il nuovo regolamento per la raccolta funghi all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Le principali modifiche apportate alla disciplina sono in sintesi le seguenti:
Adeguamento del regime sanzionatorio.
Introduzione del divieto di raccolta funghi, per i non residenti nei 12 comuni del Parco Nazionale, all’interno delle Riserve Biogenetiche dello Stato (Campigna, Lama e Badia Prataglia) limitatamente ai giorni di sabato e domenica.
Introduzione dell’obbligo per i raccoglitori di detenere, assieme all’autorizzazione, anche l’opuscolo che il Parco sta producendo e che conterrà il regolamento e l’indicazione delle norme di comportamento da tenere.
Aumento degli importi delle autorizzazioni per i non residenti, che diventano dunque di 55 euro per l’autorizzazione annuale (prima di 50 euro) e di 35 per l’integrazione (prima di 30 euro).
Benché dai comunicati stampa dell’ente sembra che la Comunità del Parco dovrà essere sentita in merito risulta a tutt’oggi che ciò non sia avvenuto e che la stessa abbia chiesto che il regolamento sia revocato in quanto la Legge 394/91 prevede esplicitamente che il Regolamento sia approvato dal Ministero sentiti i Comuni interessati e previa intesa con le Regioni.
L’Associazione Ecologisti Democratici di Forlì esprime il suo dissenso nei confronti del provvedimento e ne auspica il ritiro per le seguenti ragioni:
il provvedimento appare inficiato da vizi procedurali evidenti che, quindi depongono prudenzialmente per il suo ritiro, indipendentemente da questo ci appare sbagliato nel metodo in quanto non è stato preventivamente discusso con la Comunità del Parco, ne concordato con gli Enti locali ed è un atto unilaterale.
Il provvedimento svantaggia chi può praticare la raccolta solo nei fine settimana con conseguente ipotizzabile danno per le tutte quelle strutture ricettive e produttive cha da quelle presenze ricavano reddito.
Il provvedimento limita la raccolta alla sola Foresta Biogenetica, in gran parte territorio della Romagna, lasciando immutati i tempi della raccolta nelle altre zone del territorio Parco.
Il provvedimento, a fronte della grave crisi in cui si trovano tutti i Parchi nazionali per l’assenza di una qualsiasi politica nazionale in questo settore e per la continua diminuzione dei finanziamenti Ministeriali per il loro funzionamento (diminuiti nel giro di 8 anni del 30%) rischia di fare diminuire il numero dei cittadini disposti a sostenerne l’operato e quindi a battersi perché , da parte delle istituzioni pubbliche, sia riservata maggiore considerazione e maggiori risorse a loro favore.
Il provvedimento finisce, secondo noi, per alimentare solamente la diffidenza verso una istituzione, il Parco, che invece deve guadagnare credibilità e consenso dimostrando sempre che le proprie scelte sono motivate, discusse e ponderate con i cittadini.
Si tratta ,secondo noi, di aprire immediatamente da parte dell’Ente Parco un confronto approfondito ,sia con i Comuni che con le associazioni dei cercatori di funghi ,per trovare una soluzione più equilibrata ,capace di raggiungere allo stesso tempo l’obiettivo di tutelare l’ambiente senza penalizzare così pesantemente dei gruppi di cittadini ( i cercatori di funghi ) che sono in larga maggioranza degli amanti della natura .
Continua...






