Riporto di seguito l'artico apparso sul Sole 24 ore:una delle poche belle notizie di questa calda estate, ma una domanda sorge spontanea cosa insegneranno ai nostri piccoli a proposito di "scorie nucleari"...?Il ministro sottolinea anche l'importanza dei parchi che sono un luogo ideale per un rapporto diretto tra bambini e natura... volo verso il fiume Ronco a fare qualche foto-ricordo.
"Educazione ambientale, rifiuti, lotta alle ecomafie. Sui banchi delle scuole italiane, grazie a un finanziamento di un milione di euro, dal prossimo settembre i giovani studenti potranno misurarsi con i temi ecologici.
L'intesa firmata oggi a Palazzo Chigi dai ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, punta proprio a promuovere l'educazione ambientale e il consumo sostenibile.
Il progetto si inserisce all'interno della nuova materia di 'Cittadinanza e Costituzione' che interesserà dal prossimo anno tutti gli studenti.
Settembre sarà il mese in cui saranno rese note le linee gioda dell'iniziativa.
Presentati anche due concorsi: il primo, 'Le cose cambiano se...', dedicato alle scuole dell'infanzia e alle primarie e che raccoglierà in una pubblicazione le migliori proposte dei bambini per la tutela dell'ambiente e del paesaggio attraverso, manifesti, fotografie e disegni. Il secondo, 'Scuola, ambiente e legalità', prevede che gli studenti realizzino una campagna di comunicazione sul ciclo dei rifiuti, consumo sostenibile e lotta alle ecomafie.
«Oggi - ha spiegato il ministro Prestigiacomo -è una giornata importante perchè puntiamo l'attenzione sull'educazione ambientale nelle scuole». Da settembre, annuncia «partiranno le linee-guida che introducono l'educazione ambientale e il rapporto tra ambiente e legalità nelle scuole. Intendiamo coinvolgere anche la rete dei parchi, perchè sono un luogo ideale per sviluppare iniziative che creino un rapporto diretto tra la natura e i bambini.
Il ministro Maria Stella Gelmini ha ricordato «che all'inizio dell'anno abbiamo introdotto, nella riforma della scuola, la materia sull'educazione alla cittadinanza». E in particolare, ha sottolineato «abbiamo messo in cantiere una serie di concorsi : il primo si intitola 'Le cose cambiano se', e riguarda i bambini dell'infanzia e delle primarie. Il secondo, per le scuole secondarie, si intitola 'scuola, ambiente e legalità' ed è finalizzato a ideare una campagna di comunicazione, con un premio per il progetto migliore. Infine, un bando di concorso rivolto a tutte le scuole per realizzare nell'ambito del 2009 tutte le materie dedicate a questi temi».
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giovedì 30 luglio 2009
Educazione ambientale nelle scuole da settembre
domenica 26 luglio 2009
Nei dintorni del Congresso del PD: Pier Luigi Bersani

Pubblichiamo di sequito la parte del programma del candidato Pier Luigi Bersani che riguarda l'ambiente. Per la visione integrade delle mozioni potete collegarvi al sito del Partito Democratico.
Qui ci siamo limitati a pubblicare le idee programmatiche dei candidati rispetto ai temi ambientali.Speriamo vivamente che questo possa favorire un sereno e costruttivo dibattito congressuale.
"CI SONO NATURA STORIA E CONOSCENZA NELLA CRESCITA ITALIANA.
Curare l'ambiente in cui viviamo richiede un cambiamento di comportamenti, di priorità e di convenienze. Tutto ciò è anche occasione per nuovi investimenti e crescita economica. Una vera green economy è anche una green society, cioè in definitiva società della conoscenza: nuove produzioni e nuovi consumi, saperi e diffusione di tecnologie, formazione e buone pratiche. Per questo bisogna curare i preziosi giacimenti di ricerca scientifica e di produzioni culturali che
contengono la principale ricchezza del Paese. E’ una sfida impegnativa, resa ancora più urgente dalla crisi climatica e che vede in prima fila nel mondo le forze democratiche.
Non partiamo da zero. Grazie ai governi di centrosinistra milioni di italiani hanno scoperto i vantaggi
dei pannelli solari, del recupero edilizio e del risparmio energetico, mentre migliaia di piccole
imprese si sono giovate con il programma Industria 2015 di filiere produttive per le energie
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rinnovabili, per la mobilità sostenibile, per i beni culturali e il “Made in Italy”. Ora è maturo un salto
di qualità: l'Italia può diventare un Paese all'avanguardia nell'utilizzo delle fonti rinnovabili e per il
risparmio energetico e su queste basi si può assegnare al Mezzogiorno una missione di crescita
tecnologica e di sviluppo economico. Tutto ciò implica il ritorno di efficienti politiche pubbliche per
l'innovazione e lo sviluppo sostenibile. Sono indispensabili per sostenere la domanda interna di
consumi collettivi e beni comuni, aumentare la richiesta di nuove tecnologie che non viene sufficientemente dal tessuto produttivo, migliorare la qualità dell'organizzazione sociale, ridurre la dipendenza energetica e in alcuni casi anche per riqualificare la spesa pubblica.
Campo di applicazione ideale di tali politiche sono le città, i borghi e i territori italiani. La bellezza italiana si sposa con le produzioni immateriali dell’economia della conoscenza. E’ indispensabile una
politica nazionale del territorio in grado di cogliere l'occasione: la cura del ferro nelle città,l’innovazione dell’industria edilizia verso bassi consumi, l'abbattimento delle emissioni di carbonio, politiche per la casa in affitto, le reti per le città digitali, la prevenzione dei rischi nell’assetto idrogeologico, politiche per l'agricoltura di qualità e la sicurezza degli alimenti, promozione del consumo responsabile. Sapendo che ci sono natura, storia e conoscenza nella crescita civile ed economica dell' Italia."
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Nei dintorni del Congresso del PD: Ignazio Marino

Riportiamo di seguito uno stralcio del programma del candidato Ignazio Marino, naturalmente la parte che riguarda l'ambientalismo.
LA NUOVA ENERGIA DELL'AMBIENTE
"Convertire l’Italia allo sviluppo ecologico, dell’economia e della vita sociale, in particolare di quella cittadina.
Contrastare il nucleare, pur continuando la ricerca, sostenendo un piano energetico nazionale che punti su efficienza energetica (anche attraverso incentivi e disincentivi fiscali per quanto riguarda i processi produttivi), un mix di energie rinnovabili e mobilità sostenibile.
Rafforzare gli incentivi per la riduzione di emissioni inquinanti (all’insegna del “cap and trade”), adottare la carbon tax, ridurre l’Iva sui prodotti ecologici, tassare le auto maggiormente inquinanti.
Promuovere un consorzio energetico solare tra i paesi del Mediterraneo, così da creare un nuovo rilevantissimo giacimento energetico rinnovabile.
Investire sulle nuove tecnologie: eolico d’alta quota, solare a concentrazione, produzione di energia dagli scarti dell’agricoltura (biomasse), energia geotermica di terza generazione.
Darci un ordine di priorità nel trattare i nostri rifiuti: prima riusare, poi riciclare, quindi trattare con tecniche innovative al fine di ridurre al massimo la parte residua da incenerire, costruendo un avvicinamento graduale all’obiettivo “rifiuti zero”.
Istituire una legge sul regime dei suoli che imponga ai Comuni una contabilità degli usi dei suoli e che sganci la fiscalità locale dal consumo del territorio, trasferendo gli interventi edilizi verso le ristrutturazioni e degli adeguamenti energetico-ambientali degli edifici già esistenti.
Promuovere un sistema degli appalti verdi in tutte le forniture della Pubblica Amministrazione e un piano scuola nazionale, per mettere in sicurezza le nostre scuole, per promuovere tra i giovanissimi la cultura della sostenibilità e dare impulso all’edilizia di qualità.
Orientare in modo diverso la nostra mobilità, dalla gomma al ferro, e promuovere l’intermodalità.
Spostare verso le città il livello delle strategie di contrasto dei cambiamenti climatici, di riduzione dell’inquinamento e di razionalizzazione dei processi di produzione e consumo di energia: verso le città e verso i comportamenti di individui e famiglie che con le loro azioni contribuiscono in maniera sempre più significante ai bilanci energetici e ambientali."
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giovedì 23 luglio 2009
Parco del fiume Ronco:la storia infinita
Circa 10 anni fa gli allora Sindaci di Forlimpopoli (attualmente assessore alla Pianificazione Territoriale della Provincia di Forlì-Cesena), di Bertinoro, di Forlì ed il Presidente dell’Amm.ne Provinciale di Forlì-Cesena sottoscrissero in pompa magna un accordo che era volto a promuovere la costituzione di un parco naturale lungo il fiume Ronco nel tratto tra la città di Meldola e la via Emilia.
Da allora sono stati fatti convegni, presi impegni, realizzati studi ecc.,ma dell’area protetta neppure l’ombra.
L’area in questione ha un suo valore naturalistico non solo perché è un Sito di Interesse Comunitario (cioè contiene alcuni habitat riconosciuti dall’UE come da salvaguardare) ma perché costituisce un insieme territoriale seminaturale ancora abbastanza integro collocato in un’area ,quella della pianura Forlivese, che presenta pochi se non nulli elementi di naturalità residua.
Già allora nel territorio interessato dall’idea di Parco erano presenti attività estrattive e un capo di golf .
Nessuno aveva chiesto alle Amministratori interessati di assumere tale iniziativa se non le organizzazioni ambientalistiche locali .
In questo lasso di tempo sono successi alcuni fatti che avrebbero dovuto aiutare la realizzazione del parco. Proviamo a citarli brevemente:
• Nel 2005 la Regione Emilia-Romagna ha approvato la legge sulle aree protette che , tra l’altro, prevede anche nuove tipologie di istituti di tutela ambientale , come i Paesaggi protetti o le aree di riequilibrio ecologico, meno vincolistiche dei parchi e forse piu adatta per un territorio come quello dei cosi detti meandri del Ronco;
• Nel 2005 a Forlimpopoli è diventato assessore all’ambiente un esponente locale dei Verdi ;
• Nel 2005 è diventato assessore all’ambiente della Provincia un esponente dei Verdi, originario di Forlimpopoli ,che insieme all’assessore comunale della città Artesiana era stato uno dei promotori dell’associazione “I meandri del Ronco” la quale si era fatta interprete per prima dell’idea del parco;
• Nel 2007 la Provincia di Forlì-Cesena è stata chiamata , come tutte le altre Province della regione, ad avanzare le proposte per l’istituzione nel proprio territorio di nuove aree protette (Parchi, Riserve,Paesaggi Protetti, Aree di Riequilibrio Ecologico);
• Con il Piano di Azione Ambientale 2006-2008 la regione ha finanziato diverse azioni per tutelare la biodiversità assegnando una discreta mole di risorse alle Province.
A fronte di queste opportunità favorevoli va purtroppo detto che:
• La Provincia di Forlì non ha segnalato alla regione alcun area protetta da istituire nell’asta del fiume Ronco (mentre ha proposto ,su spinta del Comune di Cesena, la creazione di una vasta Area di riequilibrio Ecologico lungo il fiume Savio)
• I finanziamenti disposti dalla regione per la tutela della biodiversità , nell’ambito del Piano di Azione Ambientale 2006-2008, sono stati si richiesti dalla Provincia , ma anziché per favorire la creazione dell’area protetta, per sostenere un progetto del Comune di Meldola ,sostanzialmente imperniato sulla salvaguardia e il ripopolamento della tartaruga palustre e sulla Riserva di Scardavilla
• a partire dal 2007 si è sparsa la notizia di un grosso progetto in corso di elaborazione per realizzare numerosi cottage, un albergo e per ampliare il campo da golf nell’area limitrofa al SIC e ricompressa nel territorio del Comune di Forlì che in base all’accordo avrebbe dovuto diventare Parco.
Più recentemente ,in occasione delle elezioni amministrative, la creazione del Parco del Ronco è stato previsto solo nel programma del Sindaco di Forlimpopoli, nulla si diceva invece in proposito nei programmi degli altri candidati Sindaci di Forlì, di Meldola e dei candidati Presidenti della Provincia.
Per arrivare a questi giorni quando sulla stampa locale è apparsa la notizia dell’apertura di una nuova cava per circa 1 milione di metri cubi in prossimità o forse, addirittura, all’interno di quello che avrebbe dovuto diventare il Parco dei meandri del Ronco.
Ora sembra si sia anche costituito un comitato di protesta per impedire l’apertura della cava .
Rispetto a queste cose ci sentiamo di esprimere alcune sintetiche considerazioni partendo dal fatto che la nostra associazione aveva proposto, ben prima della formazione dei programmi elettorali, ai candidati del centro sinistra di prevedere l’istituzione del Parco o comunque di un’area protetta, ai sensi della Legge regionale n.6/2005, per tutelare e valorizzare il corso del fiume.
Le considerazioni sono le seguenti:
1. se il Parco in questi anni non è stato realizzato è perché hanno prevalso altre logiche e cioè quelle di realizzare nell’area sia l’investimento immobiliare legato al campo di golf e di aprire la cava di inerti e quindi la conservazione ambientale è stata sacrificata al presunto sviluppo;
2. gli amministratori locali e provinciali che si sono avvicendati in questi anni nei comuni interessati e in Provincia evidentemente non possono dire di essere stati all’oscuro di questi progetti sostanzialmente antitetici con il Parco , ma nonostante cio hanno continuato a negarne l’esistenza o a considerarli compatibili con l’area protetta;
3. la mancata richiesta alla regione di istituire un’area protetta è stata una dimenticanza o una scelta precisa che sottendeva la volontà di consentire la realizzazione dell’intervento immobiliare e quello estrattivo?
In sostanza , senza farne menzione ai cittadini e senza rivedere l’accordo solennemente siglato tra gli enti territorialmente interessati 10 anni fa per dare vita al Parco, le amministrazioni locali hanno cambiato idea senza dichiaralo anzi, un po’ ipocriticamente, continuando addirittura a dire che volevano fare il Parco.
E’ questa la cosa forse più sbagliata e non corretta sotto il profilo politico e della trasparenza perchè si può anche cambiare idea ma di norma, quando si amministra la cosa pubblica, bisogna spiegarne i motivi, rivedere gli atti amministrativi che sono stati compiuti in passato e comportarsi di conseguenza ,assumendosi cioè tutte le responsabilità che ciò comporta nei confronti dei propri cittadini.
Fa sorridere che ora, alcuni di coloro che avrebbero dovuto adoperarsi per dare vita al parco in qualità di amministratori cerchino di mettersi alla testa delle protese, per quanto legittime e condivisibili esse siano. Restiamo infatti convinti che ciò che viene denunciato, cioè la possibilità che vengano aperte nuove cave, sia un fatto grave sia a livello ambientale per tutto ciò che comporterebbero si per come l’attuale giunta si era presentata agli elettori: non c’è traccia infatti di questi progetti sul programma elettorale presentato ai cittadini e ci spiace molto dover ricordare che quel programma era completamete permeato da un forte indirizzo ambientalista. Riteniamo che la coerenza tra ciò che si promette ai cittadini e ciò che si realizza sia un fattore indispensabile affinchè una classe politica possa definirsi credibile. Ci piacerebbe molto in ultima analisi capire se le eventuali concessioni in materia estrattiva avranno almeno una concreta contropartita della quale tutti i cittadini potranno beneficiare e ci auguriamo che la contropartita non sia un campo da golf: quali cittadini potrebbero beneficiarne?
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lunedì 20 luglio 2009
Pace in bici 6 - 9 agosto 2009 da Ghedi (BS) ad Aviano (PN)

(riceviamo e pubblichiamo)
Pedaliamo insieme per un futuro senza atomiche nei giorni del 64° anniversario
di Hiroshima e Nagasaki
250 km in bici, suddivisi in 4 tappe, collegando
le uniche due basi in Italia con bombe nucleari:
• per sensibilizzare e incontrare la
popolazione dei paesi attraversati;
• per proporre una forma nuova, simpatica,
dinamica ed ecologica di manifestazione;
• per far prendere coscienza a quante più
persone possibile della necessità, della
concretezza e dell'importanza della lotta
per la denuclearizzazione.
Che ne dici di fare con noi
almeno un tratto di strada?
• Naturalmente, non è obbligatorio fare tutto il percorso: ciascuno può aggregarsi anche per una sola tappa o un breve tratto...
Note tecniche:
• Tenendo conto che - realisticamente - la media sarà intorno ai 15 km/h, ogni giorno si pedalerà per circa 6 ore suddivise in due semi-tappe.
• Al seguito della carovana ci saranno un furgone (per caricare le biciclette) e uno o più pulmini (per caricare i pedalatori stanchi o chi non può pedalare), perciò nessuno si senta escluso.
• Prima della partenza, fate revisionare la vostra bicicletta (verificate in particolare freni e copertoni). Ogni partecipante è tenuto ad avere con sé almeno una camera d'aria di scorta. È consigliato l'uso del caschetto da ciclista.
• Per la notte, fornirsi di sacco a pelo / sacco lenzuolo e materassino / stuoino (zaini, borse e sacche potranno essere caricate sui mezzi al seguito).
• Per garantire la sicurezza di tutti e la buona riuscita dell'iniziativa sarà necessario seguire le indicazioni logistiche degli organizzatori.
• Chi ha intenzione di partecipare ai pranzi e ai pernottamenti della Carovana è pregato di iscriversi entro il 25 luglio. In alcuni luoghi riceveremo ospitalità gratuita. In altri potrà essere necessario contribuire alle spese.
. Per informazioni, iscrizioni ed adesioni:
6-9agosto@beati.org , 348/3323254, 340/4539749, 049/8070522
Tavola della pace www.perlapace.it
.
sabato 18 luglio 2009
Nei dintorni del congresso del PD: Dario Franceschini

Roma, 16 luglio ’09
Dario Franceschini ha presentato oggi a Roma il programma di candidato alla segreteria del Partito Democratico, lanciando le sue cinque parole d'ordine: fiducia, regole, uguaglianza, merito e qualità. Palco centrale tondo le persone disposte intorno, in platea: Piero Fassino, Cesare Damiano, Marina Sereni, i veltroniani Walter Verini, Walter Vitali, Stefano Ceccanti e Andrea Sarubbi. Molti gli ex popolari, con in testa Pierluigi Castagnetti, Roberto Pinza,Franco Marini, Giuseppe Fioroni e Gianclaudio Bressa. Tra i rutelliani Paolo Gentiloni, Linda Lanzillotta e Donato Mosella, mentre per la sinistra interna ci sono Paolo Nerozzi e Vincenzo Vita. Diversi i sindaci e gli amministratori locali, come Sergio Chiamparino Fabio Melilli, Alberta De Simone e Maria Fortuna Incostante.
Di seguito riporto la parte del suo programma che parla della qualità, gli ecologisti penso si aspettino di leggere gli stessi significativi e inequivocabili concetti anche nei programmi degli altri candidati:
”Nel mondo globalizzato ogni paese, ogni economia nazionale dovrà rinunciare ad essere competitiva su tutto e dovrà puntare sui terreni su cui è più forte e vincente.
Alcune nazioni punteranno sul basso costo della mano d’opera, altre sulle grandi estensioni territoriali, altre sulle materie prime.
L’Italia dovrà puntare sulla qualità.
Puntare sulla qualità significa puntare sull’eccellenza, sulla parte alta della filiera produttiva, dove contano di più la creatività e il capitale umano.
Significa investire in conoscenza.
Scuola, scuola, scuola e poi università, ricerca, innovazione, cultura.
Significa valorizzare la capacità di produrre o di inventare cose che piacciono a un mondo voglioso di qualità.
Alle Olimpiadi di Pechino erano piemontesi le pavimentazioni degli impianti sportivi, bresciani i fucili che hanno vinto medaglie, marchigiane le macchine elettriche, lombarde le piscine, toscani gli scafi del canottaggio, del CNR la centrale di monitoraggio ambientale più grande al mondo.
Qualità significa valorizzare la bellezza del proprio territorio, delle coste, delle nostre montagne, delle città e dei borghi italiani, della loro storia e del loro patrimonio culturale.
Valorizzare un tessuto di piccole e medie imprese legate al territorio e attente alla qualità.
Valorizzare le radici e le nostre tradizioni, un intreccio unico di storia e cultura, di agricoltura e prodotti tipici, di buona cucina, di coesione sociale e qualità della vita.
L’Italia è la risorsa dell’economia italiana.
Difenderla dalla devastazione e dal saccheggio, è come per l’economia di un paese arabo tutelare le proprie risorse petrolifere.
Anche per questo valorizzare e investire sull’ambiente e l’economia verde deve essere la nostra priorità.
La green economy sarà nel prossimo decennio ciò che è stata la rivoluzione informatica negli anni 80, il nuovo motore dell’economia mondiale.
Chi raccoglierà questa sfida sarà protagonista, chi si attarderà è destinato a rimanere ai margini.
I risultati del recente G8 hanno segnato una timida inversione di tendenza nell’impegno per le energie rinnovabili e contro il riscaldamento globale.
Occorre fare di più.
Noi vogliamo che l’Italia faccia proprio il programma della presidenza Svedese dell’Unione europea e per questo proponiamo che si alleggeriscano le tasse sulle imprese che mettono in atto comportamenti meno inquinanti.
Noi vogliamo che l’Italia guidi una rivoluzione verde, vogliamo estenderne le grandi opportunità a tutti i territori, a cominciare da quelli del Sud, che su questi temi potrebbe riscoprire una vocazione che traini il suo sviluppo.
Per centrare questo obiettivo serve un Partito Democratico più coraggioso e più netto nei suoi sì e nei suoi no.
Sì a una radicale riconversione del nostro sistema energetico verso l'efficienza, il risparmio, le fonti rinnovabili. No al nucleare del passato, pericoloso e costosissimo.
Sì a una rivoluzione fiscale che alleggerisca il prelievo su lavoro e imprese che inquinano e consumano meno.
No all'abusivismo e al consumo spregiudicato di territorio.
Sì all'edilizia di qualità e alla sicurezza antisismica.
No a tutte le forme di illegalità ambientale, cominciando da una lotta senza quartiere alle ecomafie e dall'inserimento dei reati ambientali nel codice penale.
Si a uno sviluppo locale e urbano che scelga una mobilità più sostenibile e meno soffocata dal trasporto su strada, che opti per sistemi moderni di smaltimento dei rifiuti.
E’ su questa rotta che oggi deve muoversi l’Italia.
Dobbiamo avere fiducia nei nostri talenti.
Abbiamo territori ricchi di saperi, di creatività, di comunità che conservano qualità della vita e forte coesione sociale.
Dobbiamo valorizzare questi talenti con l’innovazione, sfruttando le grandissime opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
Ma dobbiamo farlo. “
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mercoledì 15 luglio 2009
Nei dintorni del Congresso del PD.
IGNAZIO MARINO ALLA FESTA DEL PD A FORLI’
Prima giornata veramente calda di questo luglio ma sotto il sole si riempiono comunque le sedie davanti al palco qualcuno gironzola sperano di sentire meno caldo o alla ricerca di un francobollo d’ombra, con un ritardo di circa trenta minuti arriva l’On. Marino. La sensazione immediata è di essere di fronte ad una persona pacata, educata, semplice e piacevole per nulla aggressiva infatti non a caso fa il medico, uno di quei chirurghi che tanto ci invidiano all’estero.
Il caldo è diventato più sopportabile le sue parole riecheggino nell’aria, i due giornalisti che lo intervistano mancano secondo me di incisività le domande a volte sono banali, ma le risposte non lo sono mai.
Molto attento a non sferrare attacchi ai due principali contendenti alla carica di Segretario, sottolinea invece alcune negative caratteristiche dei principali loro sostenitori : Follini, Letta, Serracchiani. L’intervista si snoda intorno alla sua biografia, per lui il Pd deve innanzitutto recuperare l’entusiasmato di due anni fa quando milioni di persone, studenti e pensionati, lavoratori e casalinghe, in un clima festoso sono scesi nelle piazze italiane per partecipare in prima persona, con il loro voto, alla fondazione del Partito democratico, che nasceva da una sentita esigenza di dare vita ad una grande forza democratica che avesse l’ambizione di governare il Paese per modernizzarlo, strapparlo all’assenza di meritocrazia, alla corruzione dilagante, alla paura della diversità, eliminando l’abitudine a spacciare la furfanteria per competitività, ma soprattutto restituendo la speranza, la cui perdita in particolare tra i giovani, è l’elemento di disgregazione sociale più distruttivo che si conosca. Afferma inoltre che i sostenitori del Partito democratico sono stufi, delusi, nauseati dalle incertezze e chiedono posizioni nette e trasparenti. E se non si trova un accordo, o se vogliamo chiamarla una “mediazione alta”, su un tema specifico, il partito deve esprimersi liberamente e poi esigere fedeltà alla linea decisa democraticamente dalla maggioranza: è un diritto che gli iscritti dovrebbero rivendicare e poi sarà compito dei dirigenti dirigere e conciliare. Perché se manca questo, manca l’efficacia dell’azione.
Primo e fondamentale tema sul quale ruota da sempre il suo impegno:la laicità dello Stato; non ci sono mediazioni possibili.
Finalmente!! E’ da ancor prima che questo partito iniziasse il suo cammino che minoranze note e sbeffeggiate dicono queste cose.
Allora due sono le questioni a questo punto:
O siamo convinti che, come sostiene Marino, abilmente con altre parole e trovando nelle primarie l’elemento di distanza dal passato berlingueriano, il vecchio “centralismo democratico” ha ancora delle valide ragioni per affermarsi
o restiamo fedeli alla fiolosofia veltroniana che “…il principio della laicità può essere proposto in chiave identitaria, dunque in termini che negano il valore stesso che vorrebbero affermare, o invece come capo saldo della funzione generale che il partito intende esercitare. Ma è evidente che solo partiti grandi, forti della ricchezza e della molteplicità delle culture politiche che li abitano, sono in grado, a un tempo, di prendere sul serio il punto di vista di chi guarda al mondo a partire da una visione di fede, e difendere l’auotnoma responsabilità della politica. “
Delle due insomma o l’una o l’atra teoria.
Si può quindi capire lo stupore e il disappunto nel vedere tra i più entusiasti sostenitori dell’On. Marino alcuni tra i più fedeli sostenitori delle teorie veltroniane, nemmeno io che sono un'ape potrei piroettare così bene. L’uomo è certamente capace di cambiare opinione ma dovrebbe prima ammettere di essersi sbagliato, almeno per onestà intelletuale.
Alla domanda su chi l’on. Marino sosterrà, nel caso fosse costretto dal risultato del congresso, risponde che deciderà sulla base dei primi otto punti del suo progrmma se verranno pienamente condivisi da almeno uno dei candidati ancora in corsa per la segreteria. Tirando quindi le somme direi che il suo sostegno potrà andare solo in direzione Bersani, ma il “chirurgo “ sa: che si può salvare una vita anche quando sembra impossibile, quindi nulla rispetto all’obbiettivo da centrare ora: correre al traguardo contro Bersani.
Volo basso verso Roma il 16 luglio tocca a Franceschini.
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COMUNI RICICLONI. EMILIA ROMAGNA SOLO OTTAVA IN CLASSIFICA

L’analisi fatta da Legambiente “Comuni Ricicloni” ci regala un’immagine lucida ed anche impietosa del nostro “Paese”.
Per diventare Comune Riciclone bisognava aver superato la soglia del 45% di raccolta differenziata, che altro non è che l’obiettivo del Testo Unico per il 2008. Per i comuni sotto i 10.000 abitanti delle regioni del Nord Italia era necessario raggiungere il 55%.
Svetta in cima alla classifica la Regione Veneto che con i suoi due terzi di comuni ricicloni marca nettamente la distanza con Lombardia e Piemonte. E’ nella classifica dei Comuni oltre i 10.000 abitanti che risulta più evidente la supremazia veneta e in particolare della provincia di Treviso che nelle prime 15 posizioni vanta ben 13 comuni. Triste l’ottavo posto dell’Emilia Romagna speriamo faccia suonare un campanello d’allarme ai nostri amministratori locali ci supera anche la Regione Campania con i 115 comuni ricicloni, metà in provincia di Salerno.
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venerdì 10 luglio 2009
Nei dintorni del Congresso del PD
Il Sindaco Chiamparino fa un passo indietro, non si candida. I “piombini” , quelli che restano, trovano il loro candidato Ignazio Marino che ieri ha incassato, secondo un articolo apparso sull’Unità, l’appoggio di Sandro Gozi e del Sindaco di Forlì Roberto Balzani.
I candidati attualmente sono:
Dario Francechini
Pier Luigi Bersani
Ignazio Marino
Mario Adinolfi
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Centrale nucleare a Forlì….lo sapremo tra sei mesi

E’ legge il ddl, licenziato da Palazzo Chigi circa un anno fa e passato per quattro letture parlamentari. A votare a favore sono stati Pdl, Lega e Udc. Pd e Idv non hanno partecipato al voto. Punto importante del DDL Sviluppo alle imprese è quello relativo all'energia con il ritorno al nucleare.Il Governo avrà sei mesi di tempo dall'approvazione della legge per emanare uno o più decreti legislativi con la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti nucleari, di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare. I decreti attuativi definiranno anche le misure compensative da corrispondere alle popolazioni interessate dalla costruzione degli impianti nucleari, ma anche agli enti locali e alle imprese del territorio.
Nella predisposizione dei decreti il Governo dovrà attenersi, tra le altre, all'indicazione di “elevati" e non più “adeguati” livelli di sicurezza dei siti. L'autorizzazione unica rilasciata dalle amministrazioni interessate sostituirà tutti gli atti necessari, fatta eccezione per le procedure Via (Valutazione d'impatto ambientale) e Vas (Valutazione ambientale strategica) "cui si deve obbligatoriamente ottemperare". Il Cipe, con una delibera da assumere entro sei mesi, definirà la tipologia degli impianti e con un'altra delibera favorirà la costituzione di consorzi per la costruzione e l'esercizio degli impianti.
Con questa legge penso si possa affermare che l’Italia torna alla preistoria, mentre tutti gli altri Paesi non investono più un euro sul nucleare, mentre illustri scienziati affermano che oggi non esiste un metodo sicuro per lo stoccaggio delle scorie radioattive e che anzi c'è un rischio concreto per la salute e che esiste la possibilità di fare ricerche su fonti diverse di energia e anche su altri elementi dell'energia nucleare come il torio che, a differenza dell'uranio, potrebbe produrre energia senza scorie; in Italia viene varata una legge inadeguata e poco opportuna che non tiene conto del parere della scienza e che sarà anche di difficile applicazione. Proviamo ad immaginare quale reazione potrebbero avere i cittadini di Forlì e dintorni se una centrale nucleare o un sito di stoccaggio sarà previsto sul territorio: alcuni dimenticheranno di aver votato per questo governo.
. E qui la fine del post.